La prima serata del 76° Festival di Sanremo ha messo in fila 30 Big, ma tra conferme, sorprese e qualche passo falso, alcuni brani hanno già dimostrato di avere qualcosa in più. Dalla carica esplosiva di Ditonellapiaga all’intensità di Serena Brancale, passando per il coraggio tematico di Ermal Meta e la coppia Fedez-Masini, ecco alcune delle canzoni più interessanti della serata inaugurale di Sanremo 2026.
Ditonellapiaga – Che fastidio!, in gara a Sanremo 2026
Ad aprire la serata è Margherita Carducci con un brano che punta dritto all’impatto e che è già un potenziale tormentone. Ritmo serrato, anima da club e una costruzione scenica studiata nei dettagli: Che fastidio! è energia pura. Con un look adeguato alla canzone e al testo, che si fa subito notare, l’artista gioca con ironia e consapevolezza, alternando tensione iniziale e crescente sicurezza. Il risultato? Un pezzo immediato ma non superficiale, che resta in testa già dal primo ascolto. Tra le performance più magnetiche della serata.
Il brano, tra sarcasmo e critica sociale, racconta con leggerezza e ironia le dinamiche della società e delle relazioni contemporanee. Che fastidio! trova il suo tratto distintivo proprio nel modo in cui mescola divertimento e contenuto, vestendo la critica di un ritmo contagioso e irresistibile confermando la forte personalità scenica dell’artista.
Serena Brancale – Qui con me
Serena Brancale torna a Sanremo con un brano completamente distante dal precedente successo pop di Anema e Core. In onore della madre scomparsa nel 2020, Qui con me è una dedica intima che si apre su una melodia ampia e lascia alla sua voce il compito di raccontare emozioni profonde. La Brancale sceglie la sincerità del racconto personale, trasformando ogni parola in una carezza che arriva dritta al cuore. L’abito bianco richiama, anche visivamente, la purezza del testo, mentre la performance si concentra soprattutto sulla sua presenza scenica, essenziale e intensa. L’emozione cresce con naturalezza fino al finale, quando la fragilità si trasforma nel punto più forte del brano. Una delle canzoni più belle del festival.

Ermal Meta – Stella stellina
Ermal Meta porta all’Ariston una delle parentesi più intense e coraggiose di questa prima serata. Stella stellina nasce come ninna nanna dedicata a una bambina vittima del conflitto a Gaza, un tema delicato che il cantante affronta con rispetto e misura. Il nome “Amal”, ricamato sulla camicia, diventa simbolo di un’attenzione che va oltre la musica, trasformando la canzone in un piccolo atto di testimonianza.
“La mia ispirazione arriva da quello che sta accadendo a Gaza” – ha spiegato Meta – “È paradossale: se ne parla continuamente, eppure sembra che tutti abbiano dimenticato quel popolo.” La forza del brano sta nel testo, tra i migliori del Festival, capace di raccontare dolore e innocenza senza cadere nella retorica. Dal vivo la canzone colpisce e resta la sensazione che il suo impatto possa perdurare oltre l’Ariston.

Fedez & Marco Masini – Male necessario, in gara a Sanremo 2026
Un incontro che incuriosiva già in partenza. La voce intensa e graffiata di Masini si alterna al flow diretto di Fedez, senza cercare compromessi: è proprio il contrasto tra i due a dare vita al brano.
Male necessario colpisce subito con strofe decise e un ritornello che rimane in testa, trasmettendo tensione ed energia. Il merito maggiore va alla personalità di Masini, ma resta comunque una canzone con forte potenziale di successo.

Levante – Sei tu
Sale sul palco con uno degli abiti più belli della serata. Lontana dalle sonorità vivaci di Tikiboomboom, sceglie questa versione intima e intensa sull’amore che arriva dritta al cuore.
Forse meno spigolosa rispetto al suo repertorio più alternativo, ma proprio per questo capace di parlare a un pubblico più ampio. Una performance elegante e controllata, che conferma la padronanza scenica e la capacità interpretativa di Levante.

Nayt – Prima che
Alla sua prima partecipazione, Nayt non tradisce la propria identità. Prima che tiene insieme introspezione e apertura melodica, con un testo che riflette sulla difficoltà di comunicare in un tempo segnato da conflitti e distanze.
Il verso “supportarci a vicenda, sopportarci dicendo che ne vale la pena” sintetizza bene il cuore del brano: un invito a cercare equilibrio invece dello scontro. Il punto di forza del brano è il testo che conserva chiaramente una cifra personale. È un esordio che non si appoggia solo all’effetto novità. Da tenere d’occhio.

Patty Pravo – Opera
Patty Pravo torna sul palco con Opera, segnando la sua undicesima partecipazione in gara dopo Cieli Immensi. “Porto con me una canzone a cui sono molto legata, nata da un sogno, perché ognuno di noi è un’opera d’arte. Questa è un’opera che abbraccia tutti e speriamo che possa diffondere un grande amore”.
Il brano, solenne ed evocativo, ha un tono quasi metafisico e celebra l’essenza dell’artista, riflettendo sulla fugacità della vita e sull’importanza delle emozioni che ci trasformano. È una meditazione sulla solitudine, sul passare del tempo e sulla capacità dell’arte di dare significato all’esistenza. “È un’opera che include tutti, che parla dell’unicità di ciascuno di noi in questo mondo. Siamo tutti opere d’arte irripetibili” ha dichiarato l’artista.

Enrico Nigiotti – Ogni volta che non so volare
Al suo quarto Sanremo, Nigiotti torna a un cantautorato diretto e riflessivo. Ogni volta che non so volare parla del tempo che passa, delle fragilità personali e dell’importanza di avere qualcuno accanto nei momenti di incertezza.
La melodia accompagna un testo che suona come una lettera aperta, semplice ma profondamente sincera. Il cantautore toscano non cerca effetti plateali ma punta tutto sulla verità delle parole e lo fa con grande sensibilità.

Sayf – Tu mi piaci tanto
Debutta quest’anno all’Ariston visibilmente emozionato e un po’ agitato, ma pronto a farsi notare. Sayf arriva a Sanremo dopo aver conquistato le classifiche la scorsa estate con Sto bene al mare, realizzata in collaborazione con Marco Mengoni e Rkomi. Prima poco conosciuto, sorprende ora con un brano immediato e incisivo, che colpisce sin dal primo ascolto. La canzone racchiude lo stato d’animo dell’artista e, in modo più ampio, riflette anche il clima emotivo della società contemporanea. Una gran bella scoperta.






