Obsession è il film rivelazione del momento. Diretto da Curry Barker e prodotto dalla casa Blumhouse, il thriller horror sta stregando tutti con la sua storia di maledizione e amore tossico. Il successo di questo lavoro ci stimola numerosi interrogativi sul modo in cui è cambiata la rappresentazione dell’amore nel cinema, mai stata così coerente e compatta con altri lavori degli ultimi anni. Da The Drama a Someting very bad Is going to happen una cosa sembra certa: l’amore non ha mai fatto così paura. Cosa cerca di dirci il cinema contemporaneo?

Si spengono le luci

Sembrano trascorsi secoli da quando le stelle di Insonnia d’amore (Sleepers in Seattle) brillavano nel cielo newyorkese, sotto le quali si muovevano Sam (Tom Hanks) e Annie (Mag Ryan). I protagonisti della famosa romance-comedy sono solo due dei tantissimi personaggi che hanno popolato l’immaginario romantico dagli Anni ’90 agli Anni ‘2000. Una controparte al mondo horror nerd che è nato negli Anni ’70 generando i peggiori serial killer della storia del cinema. Eppure i due mondi, pur semanticamente potenti, non hanno mai colliso in maniera tanto traumatica come sta avvenendo nel cinema contemporaneo.

Mondo rosa e mondo di sangue si stanno laconicamente incontrando. Ma perché? Film come Obsession, The Drama, Someting very bad Is going to happen, ci suggeriscono che la paura di amare non è più quella che ha dato il titolo al film con Al Pacino e Cameron Diaz (Paura d’amare) e neanche quello psico-satanico di Kubrick in Eyes Wide Shut. L’amore filmico contemporaneo non ha tinte scarlatte, ma si nutre di sfumature allucinate, che confondono e insidiano dubbi sottili e affilati come lame, intrappolando il singolo in un gioco distorto e soffocante.

Un altare di sangue

The Drama – Un segreto è per sempre (2026) racconta la crisi di una coppia, Emma e Charlie, a una settimana dalle nozze. Durante un gioco alcolico con amici, Emma rivela un oscuro segreto adolescenziale: in passato aveva pianificato (ma mai attuato) una sparatoria a scuola. La regia psichica di Kristoffer Borgli plasma il mondo di The Drama, trasportando su filigrana i pensieri di Charlie (Robert Pattinson), o meglio i dubbi su sua moglie Emma (Zendaya).

Il film elegge una sceneggiatura che poggia sul dubbio, capace di assorbire tutto l’amore che i due personaggi provano. In una battaglia tra ciò che si crede e ciò che è non c’è nessun vincitore ma solo un amore, che al cinema, come nella realtà, soffre di tutta l’insicurezza dell’era moderna. Tra valori fragilissimi e insicurezza personale l’amore è forse l’unico a perdere, facendo strada ad un altare di sangue sul quale pronunciare il fatidico sì sembra la più difficile delle imprese.

Lo stesso legame tra matrimonio e incubo c’è nella serie tv Something Very Bad Is Going to Happen! Una miniserie horror in 8 episodi, prodotta dai creatori di Stranger Things, incentrata sui dubbi e gli inquietanti risvolti di un matrimonio. La storia segue Rachel (Camila Morrone) e Nicky (Adam DiMarco) mentre viaggiano verso una villa isolata dove devono sposarsi. Più ci si avvicina al giorno delle nozze, più Rachel viene sopraffatta da una sensazione opprimente che stia per accadere qualcosa di terribile. Anche in questo prodotto la sensazione di soffocamento è irreversibile e l’amore perde molto velocemente a sua patina dorata.

Al di là del voto matrimoniale, però, l’unione tout court, tra due persone nell’era contemporanea – afflitta da media-morfosi e da una spaventosa alienazione – diventa sempre più difficile, quasi un irraggiungibile baluardo. Questo sembra essere un dato di fatto e il cinema ventriloqua la fine di un’era e l’inizio di una nuova, in cui la romcom è solo un dolce ricordo e il thriller amoroso la nomenclatura del nuovo presente.

Il bastoncino dei desideri

La stessa eco di paura percorre Obsession, il film rivelazione, diretto dal giovanissimo Curry Barker. Nel film Blumhouse – che sta riscuotendo incassi da record – si mescola fantasy, thriller e horror perturbante per un risultato straordinariamente efficace. Il protagonista Bear ( Michael Johnston), un giovane timido e insicuro innamorato da sempre della sua migliore amica Nikki (Indie Navarrette). Incapace di dichiararsi, il ragazzo compra un misterioso bastoncino magico chiamato “Salice dei desideri”. Quando lo spezza, desidera che Nikki si innamori di lui, dando il via a una serie di eventi oscuri e pericolosi.

Il protagonista, essendo l’esecutore del sortilegio è l’unico vero responsabile di ciò che accade. Ed è vero, sì, che le conseguenze superano la fantasia in maniera atroce e inaspettata, ma Bear sembra narcotizzato dagli eventi, passando da vittima a carnefice. Mentre la ragazza dà sempre più di matto, vittima lei stessa del demone che la possiede, Bear sceglie di non fare nulla: né di scappare né di liberare Nikki uccidendola, come lei stessa le chiede.

L’impasse tragico non si ripercuote contro di lui ma contro di lei, inconsciamente punita per non averlo mai amato. Ecco che la donna diventa oggetto del desiderio e il capro sacrificale di questa storia. Tutto questo lo dimostra la scena in cui Nikki gli chiede di ucciderala e lui pronuncia la domanda “cosa c’era di così brutto in me?”, dimostrando di non capacitarsi dell’amore non ricambiato della ragazza. E il cerchio si chiude, stretto attorno a sentimenti tossici e deleterei. Psicosi, violenza, e possesso tossico sono i veleni dell’amore, oggi, più che mai, a serio rischio d’estinzione.

La parola ‘amore’

Se in una sceneggiatura o in un dialogo si pronuncia la parola ‘amore’ non è più così certo che voglia dire ciò a cui esiamo abituati. Il solo suono è motivo di una strana sensazione: dubbi, paure, indolenza. Tuttavia il cinema vuole raccontarci qualcosa che va ben oltre la relazione amorosa della coppia, che invece investe l’uomo e la sua capacità di vedere l’altro, più in generale. Se negli altri è vero che vediamo noi stessi. Anche, e soprattutto il partner, è lo specchio più fedele di come siamo.

Se Charlie arriva quasi alla follia pensando al passato di Emma, e se Bear mente su cosa sta accadendo anche quando Nikki va in preda a crisi orrifiche, forse qualcosa nell’uomo contemporaneo è rotto per sempre: la capacità di vedere le cose per quelle che sono. Il concettuale, l’ideale, la sfumatura allucinata della realtà prende il sopravvento, e aggiungeremmo – inevitabilmente – rispetto alla vita vera. Il mondo dei social e della ‘visualizzazione’ compromette la realtà e con essa i sentimenti. Che posto potrebbe mai avere l’amore in questo quadro distorto? Quando riusciremo a riconnetterci con noi stessi forse potremo farlo in maniera sana anche con gli altri. E quando questo avverrà non ci saranno più altari di sangue né nel cinema né nei nostri sogni. Gli stessi incubi che oggi svegliano Charlie, e tutti noi, nel cuore della notte.

Doriana Gatta