Cultura

Dantedì, canto 20 del Purgatorio: ” Un terremoto che scuote tutto”

Per la consueta rubrica Dantedì, oggi ci troviamo nel canto 20 del Purgatorio. I due sommi poeti, Dante e Virgilio, percorrono ancora la quinta cornice. In questo scenario, incontreranno esempi di avarizia punita e l’anima del dannato Ugo Capeto. Infine un rovinoso e forte terremoto, scuote tutto il Purgatorio. Costringendo le anime dei penitenti, ormai in preda al panico, ad intonare “Il Gloria”.

Tra i vari penitenti, un’anima in particolare attrae l’attenzione di Dante. Il dannato si presenta, come il capostipite della dinastia francese dei Capetingi. Si tratta di Ugo Capeto, antenato dei sovrani di Francia. Il suo ammonimento verso il suoi eredi è duro ed inequivocabile. I Capetingi sono ormai sotto scacco dell’avarizia. L’ultimo esempio eclatante è Lo Schiaffo d’Anagni, voluto dal Re Filippo Il Bello, contro il Papa Bonifacio VIII. Atti vili, di cui lo stesso Ugo Capeto, si vergogna e per i quali maledice la sua dinastia.

Esempi di avarizia punita ed un rovinoso terremoto

canto 20 purgatorio-credits: divinacommedia-alighieri.blogspot.com
credits: divinacommedia-alighieri.blogspot.com

Nel canto 20 del Purgatorio, il colloquio tra Dante e l’anima di Ugo Capeto, è lungo ed articolato. Il dannato spiega a Dante, una parte della punizione che queste anime avare, devono espiare. Ogni notte devono declamare esempi di avarizia punita. Come Pigmalione, il Re Mida, Acan e Licinio Crasso. Tutti nomi citati dai penitenti con voce bassa. Infatti per questo mentre Dante parla con Ugo Capeto, in realtà anche le altre anime dannate mormorano tra di loro. Alla condanna inferta si aggiungono altri aspetti. Infatti è obbligatorio per i penitenti, enunciare gli esempi di liberalità solo durante il giorno.

Dante e Virgilio, lasciano l’anima di Ugo Capeto. Mentre sono pronti a continuare la scalata del monte, un tremendo terremoto si abbatte sul Purgatorio. Una scossa rovinosa, che spaventa Dante. La terra rimbomba ed improvvisamente le anime dannate, intonano gridando: Il Gloria in excelsis Deo. Virgilio rassicura Dante, che proseguiranno a breve il loro cammino. Infatti appena il terremoto termina, le anime dannate, smettono di urlare. Ed i due sommi poeti, sono pronti ad intraprendere nuovamente il loro viaggio.

a cura di Chiara Bonacquisti

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