Antonio Capuano ha ricevuto il David di Donatello alla Carriera dal suo collega e amico Paolo Sorrentino. Capuano, 82 anni, nel suo discorso ha colpito tutti: “Non capisco perché applaudiate, non me lo merito. Lo voglio dedicare alla mia ragazza che non c’è più“, ha detto in ricordo della compagna Willye, morta lo scorso mese.

Antonio Capuano e Paolo Sorrentino, un legame che dura da 25 anni

Antonio Capuano, regista, autore e scenografo, è stato citato di recente nel film “È stata la mano di Dio“, ed ha ricevuto la statuetta proprio dalle mani del regista, Paolo Sorrentino. Un legame che quello tra i due registi, che dura da quasi 25 anni. Nato nel 1998, quando Capuano chiese all’allora 28enne Sorrentino di scrivere con lui la sceneggiatura di Polvere di Napoli.

Capuano ha sempre raccontato con la sua abituale naturalezza e ironia come è nato l’incontro con Sorrentino:

“Avevo letto una sua sceneggiatura, Dragoncelli di fuoco, che era su una gara di cuochi prima che questi diventassero star in tv, che mi era piaciuta, e in un bar e gli ho detto Paolo facciamo questo mio film insieme”.

Per Paolo Sorrentino, Antonio Capuano è stato un punto di riferimento anche come personaggio nel suo ultimo film, l’autobiografico “E’ stata la mano di Dio“, che ha rappresentato l’Italia agli Oscar.

“L’ho un po’ reinventato, ho cercato di rappresentarlo, non so quanto ci sia riuscito. Non era importante fare la copia di Capuano ma rendere il modo in cui lo percepisco e lo ricordo. Antonio non è accomodante, non ti lusinga, e questo mi è stato di un’utilita’ incredibile. Il rapporto tra noi è basato sul conflitto e lo trovo molto bello e sano. Ad esempio quando tentavo di fare il mio primo film, “L’uomo in più” e gli raccontavo qualche scena che avevo in mente non gli andava bene nulla. Aveva anche ragione, perché gli dicevo le classiche ingenuità di un aspirante regista. E’ stato importantissimo e fondamentale per me, perchè non è facile trovare persone senza peli sulla lingua come lui. Antonio mette alla prova la tua forza e la tua capacità di reazione“. ha detto Paolo Sorrentino.

Matteo Salvatore