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Deathloop Recensione, il miglior “disco rotto” che abbia mai ascoltato

Il primo trailer rilasciato per Deathloop, diversi mesi prima di trovarmi a scriverne la recensione, mi aveva lasciato indifferente. Sebbene la qualità di Arkane e Bethesda non fossero ovviamente in discussione, non capii all’epoca le reali potenzialità del gameplay di Deathloop; e non ne percepii le sfumature, tanto eleganti quanto arcade e “cafone”. L’ultima creatura di Arkane Studios vive eccessi edonistici di pura ludicità; originale, eppure semplice e quasi familiare, per alcuni risvolti ibridati da diversi generi videoludici. Ma soprattutto, una ludicità aperta all’interpretazione e alla curiosità del giocatore. 

Non per questo Deatloop rinuncia a raccontare una storia interessante, ricca di ambientazioni caratterizzate e caratterizzanti; di personaggi carismatici, impreziositi da un doppiaggio eccezionale. Già che ci siamo, ve lo anticipo, così smettete di pensarci, e io smetto di girarci intorno e posso concentrarmi sulla recensione: Deathloop, per me che vi sto scrivendo, è un 10 pieno. Punto, e a capo. Il perchè, lo scoprirete leggendo! 

Deathloop recensione
L’apparenza “da manichini” dei nemici è emblematica, simbolica e… disturbante

Deathloop Recensione, tra arcade e narrazione 

Solo una volta superata la prima oretta (oretta e mezza a seconda della vostra velocità) che funge da tutorial in Deathloop, il gioco si svilupperà in tutto il suo potenziale. Non temiate di dovervi sorbire il classico spiegonetormentone che sciorina passivamente comandi su comandi, una schermata di testo dietro l’altra. La dissimulazione del tutorial di Deathloop si articola nel districarsi di un incipit tanto misterioso quanto invitante per la trama che ammanta l’isola di Blackreef e tutti i suoi abitanti. 

Come noi e il protagonista Colt avremo modo di scoprire non appena avviato il gioco, Deathloop è basato su un concetto tanto familiare quanto impegnativo da rendere credibile e coerente nei videogiochi: un loop temporale. Nei videogames siamo abituati, infatti, ad avere a che fare con game over e restart, respawn e reset. Tuttavia, si tratta quasi sempre di meccaniche di gameplay non giustificate dalla trama, o lore, del gioco (il tempo è distorto… docet). 

L’intento di Arkane Studios con Deathloop, però, è stato fin dal principio proprio questo: giocare e farci giocare con un loop temporale che dura appena un giorno, da mattina a sera. E che origina da una non meglio decifrabile anomalia presente solo su Blackreef. L’obiettivo di Colt, e quindi il nostro, è uno solo: interrompere il loop, e tornare alla sua vita normale… qualunque essa sia.

Deathloop recensione
Potete sfruttare, oltre alle armi, anche diverse abilità sovrannaturali. Ma dovrete conquistarle e meritarle!

8 bersagli in un giorno solo

Colt ha perso la memoria. Inizialmente non sappiamo perchè, ma più avanzeremo nella trama, più i pezzi del puzzle si faranno rivelatori. Perchè siamo dentro al loop? Perchè ci risvegliamo ogni mattina proprio su quella (maledetta) spiaggia? Ma anche, perchè una donna, l’affascinante e letale Julianna, ci vuole uccidere per preservare il Loop? Origliare conversazioni e leggere i documenti sparsi nella mappa è l’unico modo per dipanare questa ingarbugliata matassa. 

Le informazioni raccolte, però, sono indispensabili anche per scoprire il modo più efficace di raggiungere l’obiettivo e spezzare il loop… uccidendo nel corso di una sola giornata tutti gli 8 assassini professionisti chiamati visionari; le cui esistenze, ovviamente (?), tengono in piedi il loop. Ciascuno di loro però, pur potenziato dalla tecnologia sviluppata a Blackreef, ha diversi punti deboli; che possiamo scoprire e sfruttare solo rivivendo il loop più e più volte, e visitando ogni area al mattino, al pomeriggio e durante la sera. L’ora del giorno influisce infatti sulla posizione dei VIsionari, e sulla distribuzione di nemici, oggetti e trappole nelle varie zone di gioco.

Deathloop recensione
L’estetica delle zone che varia in base a caratterizzazione intrinseca, momento della giornata e meteo è sempre “da sballo”, e molto anni ’70

Deathloop Recensione, prima indaga, poi spara

Ogni volta che inizia un nuovo loop, che sia perchè siamo morti o perchè abbiamo raggiunto la sera durante quello precedente, perdiamo tutto l’equipaggiamento e i miglioramenti del personaggio (piastrine) accumulati durante la giornata. E dobbiamo, quindi, ricominciare tutto da capo. I nemici tornano al loro posto, i visionari uccisi rinascono, e i nostri progressi si limitano alle informazioni raccolte nel menù di gioco, e alla nostra sempre crescente conoscenza del territorio. 

Consultare gli scritti che abbiamo letto almeno una volta direttamente dal menù è utile, anzi, indispensabile per costruire un piano di assalto efficace ai visionari. O anche solo banalmente per trovarsi nel posto giusto dell’isola, al momento giusto per veder accadere un evento che spieghi meglio la trama, o sblocchi un potenziamento succoso. L’ubiquità non è uno dei doni di Colt, che pertanto deve necessariamente studiare i suoi spostamenti e quelli dei suoi nemici con efficienza e premeditazione.

Sta a noi, dopo aver ottenuto abbastanza informazioni sulle posizioni e gli spostamenti dei visionari e dei loro scagnozzi decidere come agire. Stealth, alla John Wick, o correndo pazzamente fino al nostro obiettivo senza curarci minimamente di chi si frappone tra noi e il bersaglio da abbattere. Sono tutti approcci possibili, fattibili ed ugualmente efficaci, a seconda delle nostre capacità come giocatori. Deathloop ti sprona a usare il loop per tentare follie; proprio come faremmo se fossimo intrappolati realmente in un circolo vizioso surreale. C’è chi si fermerebbe a ragionare, chi si metterebbe a correre in autostrada senza meta, chi si siederebbe a piangere in un angolo. Ecco, magari quest’ultima strategia evitatela in Deathloop, non è molto divertente…

Deathloop recensione
Colt in Colt contro Colt che vede Colt mentre scappa con Colt da Colt

Deathloop Recensione, ma quindi, è o no un Roguelite?

La struttura ludica che più si avvicina, idealmente, a quella di Deathloop è senza dubbio il Roguelite. elementi come il reset dei progressi dopo la morte, la crescita dell’esperienza con determinate situazioni e persino la possibilità di ottenere, a carissimo prezzo, armi e potenziamenti che sopravvivono al reset del loop darebbero quindi ragione a chi ha definito il capolavoro di Arkane studio un Roguelite atipico. Ma un oggetto che odora di torta ed è a forma di torta non deve per forza essere una torta. Non nel mondo dei videogiochi moderni. E infatti Deathloop non è un Roguelite. 

A parte il fatto che manca la randomizzazione procedurale delle mappe, essenziale in un Roguelite. In realtà, però, è proprio l’intento alla base di Deathloop ad allontanarlo da un Roguelite. Deathloop, infatti, è definibile come il perfetto ibrido tra arcade votato al divertimento spensierato e gioco story driven da spolpare tutto d’un fiato. Dove inizia la narrazione comincia il gioco libero, e a sua volta il gioco libero consente di proseguire dinamicamente nella narrazione quando meno te lo aspetteresti, tramite conversazioni rivelatrici tra nemici ignari della nostra presenza. Il Loop, quindi, è ben più di una meccanica di gameplay: è il cuore di Deahloop nella sua totalità.

Deathloop Recensione, il miglior “disco rotto” che abbia mai ascoltato
Qualcuno sta per farsi male (ma tanto tornerà il giorno dopo)

Multiplayer asincrono (spezza o salva il loop?)

Ne è un’ulteriore dimostrazione l’inserimento di una meccanica multiplayer asincrona che, ovvio, si lega al concetto di Loop, ma lasciando da parte Colt per un momento. La bella Julianna, infatti, è ben più di una protagonista/antagonista, e diventerà il vostro peggiore incubo nelle fasi avanzate di gioco, che siate o meno collegati online. Funziona così: quando siete connessi online, se nella porzione di mappa che state esplorando è presente un Visionario, Julianna potrebbe “invadervi” e costringervi ad un faccia a faccia mortale. Il bello è che nel ruolo di Julianna ci sarà un altro giocatore reale che ha selezionato “Salva il Loop” dalla schermata iniziale, al posto di “Spezza il Loop”

Le invasioni, però, possono anche essere controllate dall’IA di gioco, se deciderete di spegnere la vostra connessione a internet. In quel caso, il personaggio diventa certamente meno pericoloso, dato che in generale l’IA di gioco non è sempre la migliore del panorama videoludico. C’è da dire, però, che la simpatica signorina, sia on che offline, sembra avere un tempismo particolarmente azzeccato per disturbare i loop più redditizzi, o quelli in cui siamo più in difficoltà. Pura magia Arkane.

Deathloop Recensione, il miglior “disco rotto” che abbia mai ascoltato
Messaggio ricevuto: devo andare dritto all’obiettivo missione. Stai calmo però

Deathloop Recensione, in conclusione: centro perfetto

Deathloop è un perfect score, sì o no? Ve l’avevo anticipato, e lo confermo in chiusura: sì. Nonostante l’IA non intelligentissima, Deathloop riesce a intrattenere grazie a una storia strutturata, stratificata e tutta da scoprire con i nostri tempi; immergendoci totalmente nel personaggio che interpretiamo. I suoi dubbi diventano i nostri, mentre si avventura ciclo dopo ciclo nell’isola che lo tiene prigioniero. E che, allo stesso tempo, diventa il luogo dei sogni di ogni videogiocatore curioso; alla guisa di produzioni Open World ben più vaste, ma in una serie di ambientazioni più ristrette, dal level design per forza di cose più curato e millimetrico. Per non parlare dell’art direction di ispirazione “spy movie di una volta”. Eccezionale. 

In breve: l’esperienza da shooter è solo il mezzo attraverso il quale, in Deathloop, il giocatore può mettere in pratica il senso di estrema libertà e flessibilità che permea tutta la produzione.  Arkane Studios ha preso il meglio da ogni sua precedente esperienza. Un po’ di Dishonored, un pizzico di Prey nella trama invitante e profonda; e tanto, tanto amore per il videogioco puro, quasi arcade. 

Dare 10 a Deathloop è stato un atto naturale, dovuto, per me, nei confronti di un videogioco che riesce a spaziare tra i generi più in voga nella nostra epoca con eleganza e leggiadra immediatezza. Un gioco che forse non è propriamente perfetto in ogni suo aspetto, ma nella quasi totalità dei casi lascia soddisfatti, divertiti, emoziona e coinvolge il giocatore in ogni circostanza che presenta; sia nel corso della storia principale, che durante le compassate esperienze multiplayer. Deathloop gioca con noi, mentre giochiamo con lui, a prescindere da quanto tempo abbiamo a disposizione per giocare. Ogni player amante dell’action e delle belle storie troverà la sua dimensione in Deathloop, garantito. Per questo merita un 10: perchè ama, cita e rappresenta il videogioco in ogni sua sfaccettatura moderna. Vi pare poco?

DEATHLOOP RECENSIONE | TESTATO SU PC STEAM

(N.B. I problemi di Stuttering su PC sono quasi del tutto risolti/in via di risoluzione. Per me, inoltre, giocare a uno shooter con mouse e tastiera è la cosa più naturale e ovvia del mondo. Tuttavia, lo ripeto, sparare non è la principale tra le vostre preoccupazioni in Deathloop. E il DualSense è così “vibratamente” invitante. Quindi… fate bene i vostri conti quando scegliete la piattaforma! Tenendo conto del fatto che lato prestazioni è eccezionale e scorrevole a prescindere.).

+La meccanica del loop è tanto caratterizzante per il gameplay quanto per la narrazione…
+…e funziona benissimo con entrambi!
+Narrazione compassata, storia avvincente e personaggi sopra le righe uno più folle dell’altro/altra 
+Level design eccellente, pensato per consentire sperimentazione e flessibilità totale
+Multiplayer asincrono bilanciato e divertente

-IA dei nemici non sempre al top 

VOTO: 10

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Lorenzo Mango

Appassionato di Cinema e Serie TV, di libri e di fumetti, di video e di videogiochi. Di avventure, si può dire riassumendo. Non ama molto dormire, ma a volte lo costringono. Del resto, gli servirebbero delle "vite extra" per seguire tutti i suoi hobby e interessi. Intanto, fa quel che può con quella che ha: scrive, disegna, registra video, ogni tanto mangia. A tal proposito, potrebbe sopravvivere mangiando solo pizza. Se serve, anche pizza estera, quando viaggia. Sì, anche quella con sopra l'ananas.
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