Il team di legali di Diddy torna all’attacco con una nuova mozione, cercando di far archiviare una delle tre accuse federali a suo carico, sostenendo che tale sarebbero motivate dal punto di vista razziale poichè: “Nessuna persona bianca è stata bersaglio di un’accusa lontanamente simile”, ai sensi della legge di Mann.
Nel rapporto archiviato lo scorso martedì esaminato da Variety il legale di Combs ha dichiarato che “Non ci sono state simili leggi RICO (contro il crimine organizzato)” e che è stato “identificato perchè un potente uomo nero, ed è stato accusato per un comportamento che regolarmente rimane non punito”. La comunicazione è indirizzata nello specifico al terzo capo d’imputazione S1, secondo il quale dal 2009 al 2024, è stato coinvolto nell’induzione alla prostituzione. La condotta in questione riguarda l’attività sessuale tra le sue ragazze e presunti accompagnatori, che sono stati assunti attraverso un servizio legale di escort, a loro detta consensuale.
Diddy, la richiesta dei legali del rapper
“Molte coppie incluse coppie benestanti di alto profilo, coinvolgono terze parti nelle loro relazioni sessuali, a volte dietro compenso implicito o esplicito”, si legge nel dossier, nel quale è segnalato che l’uomo bianco di successo come l’ex governatore di New York, Eliot Spitzer sono coinvolto in attività simili ma non sono stati giudicati sotto la stessa legge…“Una simile condotta non ha mai fatto scattare la responsabilità del Mann Act”.
L’avvocato di Combs sostiene che il capo d’accusa dovrebbe essere respinto come un’istanza di accusa discriminatoria, come la legge di Mann ha una storia di razzismo in esecuzione ed anche noto come il White Slave Traffic Act (legge sul traffico di schiavi bianchi, ndr). “Il procedimento è l’ennesimo caso in cui (il Mann Act) è stato in schierato in modo insidioso contro un uomo nero di spicco”, si conclude nel rapporto. Arrestato lo scorso settembre, Diddy si trova in detenzione al Metropolitan Center di Brooklyn accusato di crimini organizzati, frode ed induzione alla prostituzione. Al rapper è stato negato per tre volte il rilascio su cauzione, a fronte di una richiesta da parte dei suoi legali i 50 milioni di dollari compresa una detenzione domiciliare nella sua casa di Miami. Il processo contro Combs prenderà il via il prossimo 5 maggio
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