L’ultima grande vittoria sanremese porta il nome di Antonio Diodato: un cantautore elegante, raffinato, la cui voce potente ed esplosiva ha garantito il primo posto al brano Fai Rumore a Sanremo 2020.
La canzone è un vero e proprio grido disperato intriso d’amore, palpitante di sofferenza ma anche di un bisogno di liberazione. Urlando a piena voce quel “Fai rumore qui” del ritornello, Diodato sembra voler gettare fuori la pesantezza del suo cuore, ripulendolo da un macigno che può essere eliminato solo cantando. Fai Rumore è una ballata dal sapore malinconico, scritta e composta dal cantautore insieme a Edwyn Roberts.
La potenza di questa canzone è giunta subito al pubblico durante il Festival di Sanremo 2020; infatti Diodato, oltre a vincere il premio finale, ha ricevuto anche il Premio della Critica “Mia Martini” e il Premio della Sala Stampa “Lucio Dalla”.
Diodato prima di Sanremo 2020 aveva già raggiunto il grande pubblico con la canzone Che vita meravigliosa, brano che fa parte della colonna sonora del film italiano La dea fortuna, diretto da Ferzan Özpetek. Non solo, ma grazie a questo Diodato nel 2020 ha vinto il David di Donatello per la migliore canzone originale e il Nastro d’argento alla migliore canzone originale.
Il brano fa parte di un album omonimo, uscito poco dopo la fine del Festival. E’ stato il primo album del cantautore a distanza di tre anni dal precedente, Cosa siamo diventati.
Tra le undici tracce del disco è presente Fai rumore nonché i tre singoli usciti nel corso del 2019: Il commerciante, Non ti amo più e il sopracitato Che vita meravigliosa.
Diodato, prima e dopo l’esperienza sanremese
A maggio 2020 è uscita una nuova versione digitale dell’album Che vita meravigliosa. Essa include l’inedito Un’altra estate, pubblicato come singolo. Il 20 novembre è invece uscito il sesto singolo Fino a farci scomparire, seconda traccia del disco.
Diodato in seguito alla sua vittoria al Festival di Sanremo 2020 ha dimostrato la sua validità come artista e come cantautore, nonostante non abbia potuto portare la propria canzone al tanto ambito Eurovision Song Contest 2020 a Rotterdam.
Il 2020 è infatti stato vittima della pandemia di COVID-19, ancora in corso, che ha costretto l’annullamento di tale manifestazione e dunque l’impossibilità di Diodato di rappresentare l’Italia nel mondo.
Per arrivare dove è adesso, tuttavia, il cantautore ha fatto tanta gavetta. I primi lavori di Diodato sono stati realizzati a Stoccolma, dove ha prestato la voce al brano Libiri con i DJ svedesi Sebastian Ingrosso e Steve Angello, che qualche anno dopo avrebbero formato gli Swedish House Mafia insieme ad Axwell.
Tornato in Italia, Diodato inizia a produrre i primi singoli. Riceve la prima offerta discografica nel 2013 tramite il produttore Daniele Tortora e pubblica nell’aprile di quell’anno il disco E forse sono pazzo.
E’ solo l’inizio per l’artista che da qui in poi riceverà grandi soddisfazioni dalla sua musica.

Diodato, il sogno di cantare che diventa realtà
Si esibisce in diverse occasioni importanti, come al concerto del Primo Maggio di Taranto – sua città d’origine – a sostegno del risanamento ambientale.
Diodato viene poi selezionato per la sua prima partecipazione al Festival di Sanremo nel 2014, nella sezione “Nuove Proposte” con il brano Babilonia. Arriva secondo nella classifica finale della sezione dietro Rocco Hunt e riceve il premio della giuria di qualità presieduta da Paolo Virzì.
Diodato riesce ad emergere grazie alla sua voce splendida e ai suoi testi poetici, infatti trionfa nello stesso anno nella categoria “Best New Generation” agli annuali MTV Awards, esibendosi per l’occasione con il singolo Se solo avessi un altro. Vince inoltre nel mese di settembre il premio De André con la sua versione di Amore che vieni, Amore che vai, come miglior reinterpretazione dell’opera del cantautore genovese.
Il 2014 è sicuramente un anno fortunato per la giovane promessa della musica italiana, che pubblica inoltre il suo secondo disco: A ritrovar bellezza.
Diodato, una promessa del cantautorato italiano
A ritrovar bellezza è un album che contiene cover degli anni sessanta, a continuare il percorso già iniziato con la reinterpretazione del brano di De Andrè, grande punto di riferimento per Diodato.
L’album viene preceduto dal singolo Eternità, brano de I Camaleonti e Ornella Vanoni portato al Festival di Sanremo 1970.
Il secondo estratto dell’album è una reinterpretazione del brano Piove (ciao ciao bambina) di Domenico Modugno, altro grande pilastro della musica italiana cui Diodato ha sempre fatto riferimento.
Il terzo disco, Cosa siamo diventati, pubblicato per Carosello Records nel 2017, è il vero exploit del cantautore. Un grande disco che contiene brani dove è manifesta la capacità di scrittura e vocale di Diodato. A trainare l’uscita del disco è il singolo Mi si scioglie la bocca.
E’ di nuovo la volta di Sanremo per il cantautore, che partecipa nel 2018 al Festival con il brano Adesso insieme al trombettista Roy Paci, arrivando ottavo. E poi, finalmente, la grande e meritata vittoria nel 2020 con il brano Fai Rumore, che ha ricevuto tanti premi e riconoscimenti.

Diodato inaugura il Festival di Sanremo 2021
In occasione della 71° edizione del Festival di Sanremo, condotto anche quest’anno da Amadeus, il cantautore Diodato aprirà la serata con la sua Fai Rumore.
Proprio sui social l’artista ha annunciato la sua presenza: “Tornare su quel palco dopo il trionfo dello scorso anno, dopo tutto ciò che mi è accaduto durante questi dodici mesi fuori dall’ordinario, sarà un grande onore“.
Il cantautore inoltre ha aggiunto: “Un anno fa quella canzone era qualcosa di intimo (…). Oggi appartiene anche a chi ha ritrovato lì dentro un pezzo della sua vita (…)“.
Ma ciò che Diodato si augura, più di tutto, è che questo Festival “Sia una boccata di ossigeno, una energica spinta per un settore che soffre da troppo tempo e per il Paese tutto“.
Nicole Ceccucci





