Nel corso della sua carriera politica, Donald Trump è riuscito a irritare una serie di musicisti, le cui canzoni sono state da lui utilizzate in eventi e materiali elettorali, presumibilmente senza autorizzazione. Ad esempio, nell’arco di sole due settimane dell’agosto 2024, Beyoncé, i Foo Fighters e Jack White hanno espresso il loro sgomento per il fatto che il team del presidente sembrasse dei loro brani senza autorizzazione.

Trump contro tutti, da Sabrina Carpenter ad Adele

Decisamente più recente la polemica con Sabrina Carpenter, infuriata perché la sua hit Juno è diventata la colonna sonora di un video promozionale dell’ICE. Dopo un paio di messaggi e una replica della portavoce della Casa Bianca, la popstar l’ha avuta vinta, e il filmato è sparito dai canali governativi.

Già nel 2016, tuttavia, durante la sua prima campagna elettorale, c’erano stati dei problemi. Quando il tycoon aveva scelto Rolling in the Deep di Adele come brano di accompagnamento in diversi comizi, il portavoce della cantautrice londinese si era affrettato a comunicare: «Adele non ha dato il permesso di utilizzare la sua musica per alcuna campagna politica».

Una campagna elettorale all’insegna della polemica

Lo scorso anno, invece, dopo che il portavoce della campagna di Trump, Steven Cheung, aveva pubblicato un video che mostrava il candidato repubblicano scendere da un aereo sulle note di Freedom di Beyoncé -che Kamala Harris aveva già fatto sua- il team della popstar ha immediatamente inviato un ordine di cessazione e desistenza al futuro presidente.

Durante l’ultima campagna elettorale, Trump ha usato anche My Heart Will Go On, colonna sonora di Titanic e cavallo di battaglia di Celine Dion. Artista diversa, stessa reazione; l’entourage della cantante canadese ha subito chiarito: «Questo uso non è in alcun modo autorizzato, e Celine Dion non approva questo o altri usi simili…E davvero, QUELLA canzone?».

Federica Checchia