Una cosa, in questa prima settimana del 2026, l’abbiamo definitivamente capita: da buon Gemelli, Donald Trump è bravissimo a serbare rancore. Proprio per questo motivo, Sean “Diddy” Combs non dovrebbe aspettarsi di ricevere la grazia da lui. Questa settimana, il presidente ha rivelato in un’intervista al New York Times di non avere la minima intenzione di graziare il rapper, che sta scontando una condanna a cinquanta mesi di carcere dopo essere stato condannato per reati federali di prostituzione.
Trump ha rivelato che Diddy gli avrebbe inviato una lettera scritta a mano per chiedere la grazia, ma di non star prendendo in considerazione la richiesta. I dettagli della missiva rimangono sconosciuti, poiché i funzionari della Casa Bianca si sono rimessi alla volontà del presidente di mantenere segreto il contenuto, quando gli è stato chiesto di esibirne una copia.
I “precedenti” fra Diddy e Trump
Già lo scorso ottobre, il tycoon aveva parlato della questione nel corso di un’intervista nello Studio Ovale. «Molte persone mi hanno chiesto la grazia. Io lo chiamo Puff Daddy, anche lui me l’ha chiesta». Parlando a Newsmax ad agosto, Trump ha raccontato di aver avuto, un tempo, un rapporto amichevole con Diddy, che si è inasprito quando Combs lo ha criticato in merito alla sua candidatura alla Casa Bianca, nel 2016. «Andavo molto d’accordo con lui. Sembrava un bravo ragazzo. Non lo conoscevo bene. Ma quando mi sono candidato, è stato molto ostile», sono state le sue parole.
Il presidente ha anche ribadito come le critiche ricevute dal rapper abbiano reso più difficile per lui l’idea di concedergli una potenziale grazia. «Siamo esseri umani», ha detto. «Non ci piace che le cose offuschino il nostro giudizio, giusto? Ma quando conoscevi qualcuno e stavi bene, poi ti sei candidato e lui ha fatto delle dichiarazioni terribili. Quindi, non lo so. È più difficile. Rende tutto più difficile, a dire il vero, lo rende più difficile da fare».
Federica Checchia





