Viktor Orban, nazionalista filo-russo con stretti legami con Trump, si trova ad affrontare la sfida più grande degli ultimi anni alla tenuta del suo governo, come dimostrato dalle recenti manifestazioni di piazza promosse dalle opposizioni. Le elezioni del 12 aprile si annunciano combattute, con il leader dell’opposizione Peter Magyar in leggero vantaggio tra gli elettori già decisi (41% contro 35% per Fidesz), ma quasi un quarto del corpo elettorale resta indeciso.
Dopo 16 anni di governo praticamente incontrastato, Orban è stato costretto a tornare a muoversi. Nelle ultime tre elezioni, ha tenuto pochi comizi e ora il leader europeo sta cercando di mobilitare i suoi sostenitori e di raggiungere gli indecisi. Gli resta solo una settimana per salvare il suo governo, e il movimento populista internazionale che rappresenta, da una sconfitta schiacciante.
Al potere dal 2010, Orban ha goduto dell’appoggio sia del presidente statunitense Donald Trump che del presidente russo Vladimir Putin. Da tempo rappresenta una spina nel fianco per l’UE e uno dei pochi leader europei a non appoggiare la posizione sull’Ucraina. Per la crescente schiera di partiti nazionalisti europei, al governo o sul punto di diventarlo, Orbán è il modello da seguire.
Il governo Orban è stato ripetutamente accusato di aver prosciugato le casse dello Stato e di aver assegnato appalti pubblici a società di proprietà di stretti collaboratori. Il governo giustifica questa concentrazione di ricchezza come un tentativo di far entrare la ricchezza in mani nazionali, anziché straniere. Tra i progetti figuravano ponti, stadi di calcio e autostrade. Suo genero, Istvan Tiborcz, possiede una serie di hotel di prestigio. Il suo amico d’infanzia Lörinc Meszaros, ex installatore di impianti a gas, è diventato l’uomo più ricco del paese. Orbán si rifiuta di rispondere a domande sul patrimonio personale dei suoi amici e familiari. Tutti negano qualsiasi illecito.
Vance in Ungheria il 7-8 aprile, incontrerà Orban
Il vicepresidente Usa JD Vance sarà in Ungheria il 7-8 aprile prossimi alla vigilia delle elezioni politiche. Vance, riferisce la Casa Bianca, incontrerà il premier Victor Orban. “La visita” del vicepresidente americano JD Vance il 7 e l’8 aprile a Budapest “rappresenta un momento importante per il rafforzamento delle relazioni tra Ungheria e Stati Uniti, con colloqui di alto livello previsti su sicurezza, cooperazione economica e interessi strategici comuni”. Lo scrive su X Balasz Orban, direttore politico del primo ministro ungherese, Viktor Orban.





