“Dororo”, Recensione & Opinioni

Oggi tratterò un anime shonen abbastanza popolare uscito all’inizio di quest’anno, “Dororo” l’opera di Osamu Tezuka. Pubblicato tra il 1967-1968, il manga aveva già avuto un adattamento animato di 26 episodi nel lontano 1969. Il suo remake animato di quest’anno conta 24 episodi trasmessi da gennaio a fine giugno. E’ una serie avvincente e ricca di spunti originale. A breve vi spiegherò perché molti vedono “Dororo” come uno tra i migliori shonen del 2019. Recensione senza spoiler.

Trama

L’opera ruota attorno ad un rōnin di nome Hyakkimaru e un giovane ladro orfano di nome Dororo, durante il periodo Sengoku . Il rōnin è nato malformato, senza arti e senza lineamenti del viso o organi interni. Questo è stato il risultato del patto stretto dal padre Kagemitsu Daigō, Daimyō di un territorio in rovina, con 48 demoni. Egli ha sacrifica il suo primogenito per aumentarne la ricchezza e la prosperità del suo regno. Ciò ha permesso loro di vagare liberi e commettere atrocità lungo tutto il paese.

Dopo che sua madre Oku fu costretta a metterlo alla deriva sul fiume, per non essere ucciso dal padre, il bambino fu successivamente trovato e cresciuto da Jukai-sensei, un uomo di medicina. Egli usò la medicina curativa e metodi alchemici per dare al bambino protesi realizzate dai resti di bambini feriti in guerra. Il ragazzo divenne quasi invincibile contro qualsiasi colpo mortale a causa delle protesi e della magia curativa. Ora Hyakkimaru viaggia per il regno uccidendo i demoni che incontra allo scopo di recuperare le parti del corpo che gli sono state sottratte.

Recensione & Opinioni

La storia di Dororo anche se non molto complessa, ha diversi punti interessanti. Hyakkimaru è un protagonista atipico, inizialmente apatico e silenzioso, a causa del suo completo isolamento sensoriale, che col progressivo riottenimento dei cinque sensi, sviluppa una personalità completa e complessa. Il co-protagonista Dororo, all’apparenza una semplice spalla comica, si dimostra presto il personaggio meglio caratterizzato dell’opera, diventando una guida per Hyakkimaru e fondamentale per la sua crescita emotiva.

La trama anche se molto semplice, ha due caratteristiche davvero interessanti. La prima è che a differenza di qualunque altro shonen, il protagonista viene di fatto indebolito ad ogni sua vittoria. La sua forza deriva dalla mancanza di organi interni e quindi dall’impossibilità dei mostri di effettuare colpi realmente mortali o critici. Con il progressivo riottenimento delle varie parti del corpo, il protagonista perde questa fondamentale capacità. La seconda caratteristica interessante, è il dilemma morale che si viene a creare durante la proseguimento della trama. Lo sterminio dei demoni, rompe gradualmente il patto fatto dal padre, riportando nel paese siccità e carestia. E’ giusto che continui la sua crociata?

L’ambientazione è il classico “periodo Sengoku” con forti elementi del folklore shintoista. Non molto originale, ma mantiene sempre un certo fascino.

Problemi della serie

Il problema principale della serie è la sua parte finale, un po troppo approssimativa. C’è qualche forzatura qui e li, derivante dal fatto che il manga dal quale è tratta, non ha una vera e propria conclusione.

Qualità Tecniche

L’animazioni sono particolarmente curate, fluide e pulite. Le sequenze d’azione sono piacevoli e spettacolari. Due studi d’animazione hanno lavorato a questo adattamento: MAPPA e Tezuka Productions, svolgendo sicuramente un ottimo lavoro. Vista l’ambientazione, anche la soundtrack si ispira ai suoni più antichi e tradizionali del sol levante, accompagnando egregiamente l’opera, ma senza nessun motivetto memorabile.

Conclusione

“Dororo” è sicuramente uno dei migliori titoli di questo 2019. Shonen all’apparenza banale, ha più di qualche spunto interessante sia a livello di trama che di personaggi. L’ottima scrittura accompagnata ad un buon quantitativo di scene d’azione ben realizzate e piacevoli, rendono Dororo un ottimo titolo da recuperare. Consigliato a tutti gli amanti degli shonen non proprio classici. Voto personale 8/10.

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