Continua a far discutere il futuro del DTM. La celebre serie tedesca, come sappiamo, rimarrà orfana anche dell’Audi al termine della stagione 2020. Per questo motivo, con la sola BMW rimasta come casa, la categoria dovrà ridisegnare i propri piani per i prossimi anni.

Discussione aperta per il futuro del DTM

Già la scorsa settimana il capo dell’ITR, Gerhard Berger, aveva rilasciato delle dichiarazioni riguardanti la riorganizzazione del DTM per i prossimi anni. Una delle ipotesi circolate è stata quella di fermare il campionato per un anno, idea tuttavia esclusa dall’ex pilota F1, perché ritenuta controproducente.

DTM Gerhard Berger presidente ITR
Gerhard Berger – Photo Credit: Media DTM

Più sostenibile invece la proposta di Hans-Joachim Stuck, volto noto dell’automobilismo tedesco, il quale sostiene che per il prossimo futuro il DTM debba abbandonare le attuali vetture per “accogliere” le GT3, per attirare più team.

Tra GT3 e LMDh

Negli ultimi giorni, a tenere viva la discussione, ci ha pensato lo stesso Hans-Joachim Stuck, aprendo le porte addirittura alle LMDh. Difficile pensare tuttavia ad un cambiamento così radicale per la serie tedesca, ma non per il campione DTM 1990, che ha dichiarato:

“Questa nuova categoria IMSA/WEC copre tutto il mondo, ma per questi campionati non è prevista nessuna serie sprint. Quindi perché non ad una serie nazionale sprint?”

Una formula sicuramente innovativa, ma al momento poco sostenibile data anche la poca chiarezza dei regolamenti LMDh. Ciò che è sicuro è che il DTM dovrà pianificare un futuro per non rischiare di morire. Attualmente tra GT3 e LMDh la strada più percorribile sembra essere la prima, magari con degli accorgimenti regolamentari volti a mantenere una propria identità.

In attesa di conoscere quali saranno gli scenari dei prossimi anni c’è ancora una stagione da affrontare, con Audi che cercherà di dare l’addio al DTM nel migliore dei modi ed una BMW che di certo non starà a guardare.

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