Succede a Capocastello di Mercogliano, nell’avellinese: un parroco lancia una forte provocazione e mette due Madonne nel presepe, una al posto di Giuseppe. Il gesto ha come scopo quello di contrastare odio, esclusione e omofobia.

Due Madonne nel presepe: le dichiarazioni di don Della Sala

In occasione del Natale un parroco dell’Avellinese ha voluto allestire nella sua parrocchia un presepe originale. Presentando una Sacra Famiglia, non composta dai soli Gesù, Maria e Giuseppe. “Volevo trasmettere un messaggio importante e potente contro l’omofobia ovvero contro tutti gli atteggiamenti e i pensieri di avversione nei confronti dell’omosessualità e delle famiglie arcobaleno” spiega don Vitaliano Della Sala.

Il presepe contro l’esclusione e le discriminazioni è stato allestito ai piedi dell’altare della chiesa dei santi Pietro e Paolo a Capocastello di Mercogliano. Quella di Don Vitaliano non è la prima manifestazione di solidarietà nei confronti dei discriminati. Infatti, nel 2021 le figure di San Giuseppe e del Bambinello erano state sostituite simbolicamente da quelle di un padre e di un bambino siriani, entrambi mutilati dalla guerra.

Il parroco è anche direttore della mensa-dormitorio. Ed è sempre stato al centro del dibattito pubblico, anche nazionale, per le battaglie progressiste che negli anni ha portato avanti. Vent’anni anni fa, nei giorni del G8 di Genova, don Vitaliano era uno dei volti del movimento no-global, uno degli esponenti più impegnati. Nel 2002 subisce la scomunica, per poi essere riabilitato da Papa Francesco. Oggi è parroco di due parrocchie a Mercogliano, in provincia di Avellino. E continua il suo impegno di sacerdote dalla parte degli ultimi. 

Marianna Soru

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