Le due navi prese in custodia dall’Iran nello stretto di Hormuz, sono la MSC Francesca e la Epaminondas, due navi cargo. La seconda batte bandiera della Liberia, ma è di proprietà della compagnia greca Technomar Shipping ed è gestita da MSC, la società di navigazione più grande al mondo. Secondo il sito di tracciamento VesselFinder era partita da Dubai ed era diretta in India. La MSC Francesca invece ha bandiera di Panama, era partita dall’Arabia Saudita ed era diretta in Sri Lanka.
Due navi attaccate e prese in custodia dall’Iran, una terza nave attaccata ma non in custodia
Sono state attaccate mercoledì mattina, tra le 6 e le 8:30 (ora italiana). Lo U.K. Maritime Trade Operations Centre (UKMTO), un’organizzazione della marina militare britannica, ha scritto che una si trovava circa 30 chilometri al largo delle coste dell’Oman quando un’imbarcazione della marina dei Guardiani si è avvicinata e ha sparato dei colpi verso il ponte della nave, danneggiandola; l’attacco all’altra nave è avvenuto attorno alle coste iraniane. Non ci sono stati feriti in nessuno dei casi, ha scritto la UKMTO, che tuttavia non ha identificato quale sia l’una e quale l’altra.
I Guardiani hanno detto di aver attaccato anche una terza nave, la Euphoria, che però non è stata citata tra quelle prese in custodia. Un’analisi di BBC News ha verificato che tutte e tre le navi hanno cambiato rotta attorno all’ora in cui sono stati riportati gli attacchi. Secondo i dati di tracciamento, le due sequestrate sono state dirottate verso il porto iraniano di Sirik, ma sono informazioni da prendere con cautela proprio perché i dati di navigazione non sempre sono affidabili.
Gli effetti del blocco di Hormuz
Lo Stretto di Hormuz è fondamentale per il quadro economico internazionale. Lo stop al commercio del petrolio nel Golfo Persico ha ripercussioni sulle quotazioni del greggio e sui prezzi di benzina e diesel in molti paesi, Italia compresa. La carenza di carburante per aerei, raffinato soprattutto negli impianti della regione, rischia di avere pesanti effetti sull’operatività di numerose compagnie. C’è chi, come Lufthansa, razionalizza sin da ora le attività tagliando un elevato numero di voli per i prossimi 6 mesi. La prospettiva di riduzione di voli può diventare sempre più concreta nelle prossime settimane. Diventa più complicato anche il processo di produzione e trasporto di beni e prodotti di largo consumo.





