Ha avuto oggi inizio negli Stati Uniti il più importante processo in materia di concorrenza contro Meta, l’azienda di Mark Zuckerberg. La Federal Trade Commission (FTC), l’agenzia governativa che si occupa della tutela dei consumatori, di privacy e di concorrenza, ha accusato la società di aver acquistato Instagram nel 2012 e WhatsApp nel 2014 per poter eliminare la concorrenza nei confronti di Facebook, il social network fondato nel 2004 proprio dall’imprenditore.

Secondo l’accusa, l’intento sarebbe stato creare un monopolio nei social media, che va contro le leggi antitrust USA. Se la FTC dovesse risultare vincitrice, al termine del processo, Zuckerberg potrebbe dover vendere le due piattaforme. Il diretto interessato, naturalmente, ha rifiutato ogni accusa, sostenendo che ci siano ancora diversi concorrenti, da X a TikTok. Ha inoltre affermato che unire i tre principali social abbia portato più di qualche beneficio agli utenti.

L’esito del processo contro Meta potrebbe dipendere da Trump

Le udienze si svolgeranno presso il tribunale federale di Washington e il processo dovrebbe durare all’incirca otto settimane. Non è al momento prevedibile quale sarà il verdetto finale, considerando anche la recente amicizia tra Zuckerberg e Donald Trump. L’attuale direttore della FTC, Andrew Ferguson, si è detto impaziente di cominciare. Due settimane fa, tuttavia, aveva confessato che qualora il presidente gli avesse chiesto di archiviare il caso, lui avrebbe obbedito.

Quando, nel 2020, la società aveva presentato le prime accuse formali contro Meta, i rapporti tra il tycoon e l’imprenditore erano piuttosto tesi. Negli ultimi tempi, però, tra loro c’è stato un importante avvicinamento; nel 2023 Trump ha riattivato i suoi account Facebook e Instagram (da cui era stato bandito nel 2021). Lo scorso anno, invece, Zuckerberg ha fatto consistenti donazioni al suo comitato elettorale e ha apportato delle modifiche alle sue piattaforme, rendendole più in linea con le politiche della nuova amministrazione.

Federica Checchia

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