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È morto Franco Frattini, ex ministro degli Esteri

È morto a Roma Franco Frattini. Era malato da tempo. Aveva 65 anni. Frattini è stato deputato dal 1996 al 2004 con Forza Italia, e nuovamente dal 2008 al 2013 col PdL. 

Tra i primi ad annunciare la scomparsa di Frattini Silvio Berlusconi: “Franco Frattini è stato un vero servitore dello Stato: in Italia e all’estero dove si è fatto apprezzare da tutti per la competenza con la quale ha svolto il ruolo di Commissario europeo e poi di ministro degli Esteri. Di lui ricorderò sempre la grande capacità di affrontare col sorriso problemi complessi, di trovarsi a suo agio in ogni ruolo e la stima che ha seminato. Mancherà a me come a tutte le persone che hanno avuto la fortuna di poter collaborare con lui. Un abbraccio ai famigliari”.

Profondamente addolorato” si dice il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “La sua scomparsa priva la Repubblica di un protagonista di alto profilo che in questi anni ha recato un importante contributo alla vita delle nostre istituzioni. In Parlamento, alla guida di importanti ministeri, come Componente della Commissione della Unione Europea, nella autorevole presidenza del Consiglio di Stato e nell’impegno politico, culturale, amministrativo, la sua presenza è sempre stata da tutti apprezzata in grande misura. Esprimo ai familiari il più partecipe cordoglio della Repubblica e mio personale, ricordandone le tante occasioni di incontro e di collaborazione”, aggiunge.

Chi era Franco Frattini

È morto Franco Frattini, ex ministro degli Esteri

Frattini, nato a Roma il 14 marzo del 1957, si è laureato nel 1979 alla facoltà di giurisprudenza presso l’Università La Sapienza della capitale, dopo aver frequentato il liceo classico Giulio Cesare. Muove i primi passi nella politica come mebro del Partito Socialista Italiano nonché segretario della Federazione Giovanile Socialista Italiana (FGSI).

Dal 1984 diventa avvocato dello Stato e magistrato del TAR Piemonte. Due anni più tardi diviene consigliere di Stato e riceve la nomina di consigliere giuridico del Ministero del Tesoro. Tra il 1990 e il 1991 è stato consigliere giuridico del vicepresidente del Consiglio Claudio Martelli nel governo Andreotti VI.

Nel 1994 viene nominato segretario generale della Presidenza del Consiglio dei ministri durante il governo Berlusconi I. Con l’avvento del successivo governo Dini, nel gennaio 1995, diventa ministro per la Funzione Pubblica e per gli Affari Regionali. Mantiene la carica fino al marzo 1996. È stato presidente del Copaco (Commissione parlamentare di controllo sui servizi segreti) tra il 1996 e il 2001.

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