Cultura

Edgar Allan Poe, il maestro del mistero tra esoterismo ed occulto

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Edgar Allan Poe, lo scrittore americano dell’occulto e del mistero. Nasceva oggi, nel 1809. Con le sue opere ha ispirato tantissimi autori postumi della letteratura dell’Occidente. Ha avuto una vita breve, segnata dalla sofferenza e dai problemi economici. La solitudine e i turbamenti dell’autore si riflettono così nelle sue opere cariche di atmosfere cupe.

Edgar Allan Poe, una vita di dolori e tormenti

Nato il 19 Gennaio del 1809, Edgar Allan Poe era figlio di due teatranti. Quando solo due anni dopo muoiono entrambi, il piccolo viene cresciuto dalla famiglia del mercante John Allan. Questo sceglie di non adottarlo formalmente e con lui ha fin da subito un rapporto segnato da alti e bassi. Seguendo gli affari del tutore, Edgar passa anche un lungo periodo in Gran Bretagna, la cui influenza si farà sentire nella sua produzione letteraria. Tornato negli Stati Uniti, segue in maniera discontinua dei corsi universitari, sperperando nel gioco i soldi che il tutore gli manda per il mantenimento. Quando la situazione si fa insostenibile lascia definitivamente l’accademia, preferendo la vita militare che, almeno, gli garantisce uno stipendio fisso.

Qui non è felice. Trova conforto nella scrittura. Del 1827 è infatti “Tamerlano, un poema epico pubblicato con uno pseudonimo, a cui seguono due raccolte poetiche. Quando, dopo l’università, sceglie di abbandonare anche l’esercito, il suo destino è segnato. Edgar Allan Poe sarà il primo scrittore statunitense a cercare di vivere unicamente grazie al proprio talento. Di questo periodo sono “il Manoscritto trovato in una bottiglia” del 1833, e “le Avventure di Gordon Pym” del 1838. Agli inizi degli anni ‘40 viene pubblicata “La caduta della casa degli Usher” e “I delitti della Rue Morgue”, considerato il primo racconto poliziesco della storia. Seguono poi i racconti del terrore, che hanno posto le basi per la letteratura horror novecentesca. I più celebri sono senz’altro “La maschera della morte rossa” e “Il pozzo e il pendolo”, scritti nel 1842, “Il gatto nero” del 1843 e la poesia “Il corvo” del 1845.

Cerca di sopperire la solitudine con l’alcool. Un declino fisico ed emotivo lo condurrà a quella misteriosa e mai risolta morte ad appena 40 anni, nel 1849.

La morte, il male, la follia: il mondo inquieto nei racconti di Poe

Edgar Allan Poe predilige la lirica e i racconti brevi. A parte alcuni rarissimi casi, i suoi racconti sono situati al di fuori di una dimensione temporale e storico-sociale. L’atmosfera dei suoi racconti è caratterizzata da apparizioni di fantasmi, da personaggi strani che hanno delle manie o strani comportamenti, il tutto avvolto da un potente alone di orrore e di mistero che allontana il lettore da una dimensione reale.

La sua breve vita turbolenta ha lasciato in Poe un senso di angoscia, disperazione, una mancanza di punti di riferimento che ha determinato una vera e propria caduta dell’autore nell’abisso da cui lo stesso forse cercò di risollevarsi, senza mai riuscirci del tutto. Ed ecco che i suoi racconti narrano l’inconsueto, esplorano i più grandi terrori dell’uomo. È considerato,  per questo, il pioniere dell’horror contemporaneo.

I temi principali dei racconti di Poe sono tutto ciò che appartiene alla sfera del soprannaturale, la paura della morte e del male, la speranza di soddisfare la propria curiosità e la sete di conoscenza. L’autore ci trasporta in un mondo inquietante, ma al tempo stesso affascinante ed emozionante dove il confine tra realtà e immaginazione diventa talmente sottile da confondersi.

Poe non riuscì mai a raggiungere un pieno consenso da parte della critica del suo tempo e del grande pubblico. Probabilmente a causa della complessità della sua scrittura, sia nel linguaggio che nei contenuti, risultò incomprensibile ai suoi contemporanei. La modernità dei temi trattati e la capacità innovativa sono caratteristiche che lo rendono a giudizio di molti critici di oggi un vero e proprio anticipatore di alcuni generi letterari come l’horror, il giallo e il fantastico. Generi che sarebbero poi stati sviluppati in seguito da altri autori e apprezzati maggiormente a partire dal Novecento.

E se guarderai a lungo nell’abisso anche l’abisso vorrà guardare in te

Ilaria Festa

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