Oggi in Extramadura, una regione a sud-ovest della Spagna, si tengono le lezioni regionali. Quello di oggi rappresenta un test cruciale per il primo ministro Pedro Sánchez, un’elezione che arriva in un momento di crisi per il governo nazionale. Un governo che è stato Socialista (PSOE) per 36 degli ultimi 42 anni, si sta mostrando instabile a causa di scandali giudiziari e politici.

Il Partito Popolare attualmente in vantaggio

L’inizio dell’instabilità è partita dall’estate scorsa quando, diverse figure significative del governo, sono state coinvolte in un caso di corruzione. Tra le figure coinvolte figura José Luis Ábalos, l’ex ministro dei Trasporti, attualmente in carcere. Ad Ábalos si aggiunge Álvaro García Ortiz, accusato dalla Corte Suprema di aver rivelato segreti d’ufficio con l’intento di danneggiare l’opposizione. Non mancano all’appello anche alcuni collaboratori stretti del premier, come Francisco Salazar, indagato per presunte molestie sessuali. La situazione, già delicata, si complica a causa del socialista Miguel Ángel Gallardo indagato per traffico di influenze. È stata l’organizzazione di estrema destra Manos Limpias ad accusare Miguel Ángel Gallardo, a causa di un presunto incarico assegnato a David Sánchez, fratello del primo ministro.

Attualmente l’obiettivo dei Socialisti è quello di limitare i danni in una regione dove, già nel 2023, avevano perso il potere. In quel periodo, infatti, prevalse una coalizione tra il Partito Popolare (PP) e l’estrema destra di Vox. I sondaggi vedono in vantaggio i Popolari al 42%, mirando a raggiungere la maggioranza assoluta di 33 saggi. Sánchez cerca di minimizzare l’impatto nazionale del volto, mentre il leader Núñez Feijóo parla di un possibile “effetto domino”. Extremadura rappresenta solo la prima parte di una serie di sfide che il governo dovrà affrontare. Nei prossimi giorni i cittadini in Aragona, Castilla y León e Andalusia dovranno presentarsi alle urne per votare. Vi è forte tensione, essendo questi i territori in cui i Socialisti appaiono più deboli. Un possibile declino che innescerebbe una crisi per la coalizione del governo a Madrid.

Stefania Cirillo