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Emily in Paris 3, sempre più (di) moda: la recensione

L’appuntamento natalizio con Emily in Paris torna anche quest’anno, con una terza stagione scintillante che conserva quello spirito glamour che ha reso popolare e amata questa serie e la sua protagonista, Emily, che la incarna a tutti gli effetti. Emily in Paris, ideata da Darren Star, in questa terza stagione si concentra sul mondo della moda e colpisce ancora, a colpi di stile.

Un’Emily più parigina

Emily in Paris 3, sempre più (di) moda: la recensione
Emily, qui un po’ farfalla e un po’ Crudelia Demon.

La protagonista Emily Cooper (Lily Collins) appare in questa stagione sempre più immersa nello stile di vita francese. Restano le panoramiche sugli arrondissements, le fotografie della Tour Eiffel, di Montmarte e degli Champs-Elysées. Insomma, il montaggio tende ancora a sbatterci in faccia con un certo manierismo la bellezza della “città dell’amore”, ma è questa la cifra caratteristica di Emily in Paris, che ci piaccia o meno. D’altronde, si sposa bene con la protagonista e il contesto circostante: brand di lusso, feste mondane e tanti, tanti vestiti stravaganti.

Emily, però, pur mantenendo quello stacanovismo “americano” che l’ha contraddistinta finora, e per il quale è stata presa in giro da Sylvie e dal suo entourage, ci appare sempre più presa da Parigi e dai suoi affascinanti abitanti. E non solo per il suo nuovo taglio alla francese, ma per le scelte che compie nel corso di questa stagione.

Emily in Paris 3: una stagione piena di scelte

Come già sapevamo dal finale della seconda stagione, Emily in Paris 3 è ricca di scelte per la protagonista. Emily, però, rimane indecisa, e nel primo episodio ce la ritroviamo ancora a temporeggiare tra Madeline e Sylvie. Ma anche non scegliere è di per sé una scelta. Emily rimane con il piede in due scarpe, alternando il lavoro con Madeline con quello nella nuova azienda di Sylvie, che ha portato con sé lo staff di Savoir e sta trascinando anche molti fedeli clienti…

Anche sul piano sentimentale c’è la stessa indecisione di fondo: da un lato Gabriel (Lucas Bravo), l’uomo di cui se è innamorata quando è arrivata a Parigi un anno prima, dall’altro la new entry della seconda stagione, il britannico Alfie (Lucien Laviscount). Ma Gabriel ora convive con Camille, l’amica francese di Emily, e non resta che rinunciare a lui per il bene dell’amicizia. O forse no? Ebbene, la nuova stagione si chiude con un cliffhanger riguardo la story-line tra Gabriel ed Emily. Non resta che attendere l’arrivo della quarta stagione, nella quale speriamo di vedere un riavvicinamento tra lo chef stellato ed Emily.

La fine della vacanza coincide con la terza stagione?

Abbiamo parlato del poster della terza stagione, dove compare la scritta “Tourist Season is Over”. Ebbene, possiamo dire che questa nuova stagione torna a focalizzarsi sul lavoro di Emily, che è una social stretegist, e si sofferma meno sulle frivolezze che hanno caratterizzato la stagione precedente.

Si scatena una guerra a colpi di stile, prima tra Madeline e Sylvie, e poi tra Pierre Cadault e la nuova agenzia che ha acquisito il suo marchio, la JVMA. Quest’ultima è di proprietà del padre di Nicolas de Leon, un giovane ambizioso e affascinante.

Emily in Paris 3, un tripudio di stile

Se c’è un aspetto di Emily in Paris che mai ci deluderà, è proprio lo stile dei suoi personaggi. Ognuno di loro è vestito con abiti che si adattano alla propria personalità e al proprio background: abbiamo i look stravaganti e sgargianti di Emily, ma anche quelli più rock e trasgressivi di Mindy, fino a quelli chic di Sylvie e dei suoi più stretti collaboratori.

Emily in Paris è una serie comedy che riflette la sua protagonista: sgargiante, frivola eppure capace di attirare l’attenzione di tutti, e di cavarsela sempre con un deus ex machina. Impossibile non notarla, anche se può non piacere. Resta un immancabile appuntamento natalizio, perché con la sua semplicità ci lascia sognare in compagnia di Parigi.

Emily in Paris 3, sempre più (di) moda: la recensione

Di Eleonora Quarchioni

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