Cultura

Equidistanze | Residenze Artistiche, novità nel mondo dell’arte

Equidistanze | Residenze Artistiche è arrivato alla sua seconda edizione. Organizzato coraggiosamente, da Magazzeno Art Gallery, in un 2020 molto difficile per il mondo dell’arte, quest’anno riapre le porte agli artisti, emergenti italiani, il bando per questo 2021 è ancora aperto e scade il 20 giugno.

Un progetto fresco, e profondamente sociale in cui artisti, collezionisti e pubblico appassionato e non, si ritrovano in uno spazio comune: un circolo culturale. Il progetto viene organizzato, per volere della gallerista Alessandra Carini e della collaboratrice Benedetta Pezzi, al Podere Schiavina a Filetto di Ravenna. Nel 2020 sono stati selezionati tramite bando o su invito personale della Galleria, una trentina di artisti a cui è stato offerto vitto e alloggio per i mesi di luglio e agosto, oltre alla possibilità di lavorare in un ambiente immerso nella natura. Questa combinazione non poteva risultare più azzeccata: il 6 e il 7 settembre 2020 sono state esposte al pubblico oltre 200 opere. 

Podere Schiavina, Filetto (RA). Photo Credits: Magazzeno.eu
Podere Schiavina, Filetto (RA). Photo Credits: Magazzeno.eu

Equidistanze, non sono le canoniche ”residenze” 

Gli artisti che hanno partecipato alla prima edizione, hanno creato un gruppo molto eterogeneo per formazione, approccio e tecniche artistiche. Questi sono: Nicola Alessandrini, Paola Boscaini, Matteo Casali, Andrea Casciu, Tania Cellini, Wesley Da Silva, Christian Damato, Luca Di Giamberardino, Martina Esposito, Riccardo Garolla, Kiki Skipi, Lisa Gelli, LABADANzky, Luogo Comune, Alessandro Marangon, Marco Filicio Marinangeli, Giorgia Mascitti, Miles, Nicola Montalbini, NemO’s, Patrizia Novello, Nulo, Elisa Pietrelli, Andrea Pola, Anna Lucia Rizzello, Alessandro Sebastianelli, Sara Vasini e Groter Walpius.

Intervista alle curatrici di Equidistanze, Residenze Artistiche: Alessandra Carini e Benedetta Pezzi 

MMI: Com’è nata l’idea di organizzare questo evento?
In verità era un pò che ci pensavo. Ho questa casa in campagna che si presta bene per questo tipo di intervento. É un ex casa colonica che una volta ospitava tante famiglie, quindi ha tante camere da letto e spazi molto grandi. L’anno scorso quando è arrivata la pandemia, ho pensato a come sostenere gli artisti e la galleria e ci siamo convente ad avviare il progetto. Ad Aprile abbiamo aperto il bando, che è scaduto verso giugno e il primo luglio abbiamo avviato il progetto. Hanno partecipato veramente in tantissimi, provenienti da tutta Italia, risponde Alessandra Carini.

MMI: Cosa ricercate negli artisti?
Ricerchiamo un talento nel rappresentare la realtà dei giorni nostri, ci interessa molto la contemporaneità dei loro lavori, ovviamente non guardiamo tanto l’originalità che in questo periodo è sicuramente difficile da trovare. Però quello che cerchiamo è una buona tecnica e delle grandi idee.

MMI: Vi aspettavate tutto questo successo?
No, eravamo preocupatissime, pensavamo non partecipasse nessuno. Anche perché abbiamo fatto tanta promozione, ma in un tempo molto breve. Poi capita spesso che quando apri delle call o dei bandi, le richieste arrivino alla fine, quindi ci siamo chieste fino all’ultimo ‘‘chissà come andrà’’. Invece sono arrivate quasi cento domande e questo ci ha dato la forza per far diventare questo progetto annuale.

MMI: Come descrivereste questo progetto in tre parole?
‘Rispettoso, situazionista e coraggioso’. Rispettoso verso l’arte, prima di tutto, ma anche verso l’ambiente. Per questo prediligiamo artisti che lavorano con materiale riciclato, e per esempio, il nostro vitto è vegano. Situazionista perché è molto libero, tutti devono essere liberi e possono decidere come e quando lavorare senza costrizioni, orari e regole ferree. Per concludere, il progetto è coraggioso sotto vari punti di vista, in un periodo in cui le persone hanno perso l’abitudine di vivere in comunità, non avevamo la certezza che si fidassero, quindi è stato molto azzardato. Anche dal punto di vista economico è stato coraggioso per la galleria investire sul progetto.

Federica Tocco

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