Cultura

Equinozio di primavera: miti e poesie

Oggi, 20 marzo, è l’Equinozio di primavera. Per chi non lo sapesse, il termine “equinozio” deriva dal termine latino aequinoctium, che rimanda all’espressione aequa nox, ovvero “notte uguale“. Infatti l’Equinozio di primavera, come quello d’autunno, è uno dei due momenti dell’anno in cui giorno e notte sono in perfetto equilibrio. Mentre, però, quello autunnale scandisce il periodo dell’anno “buio”, quello primaverile scandisce il periodo di “luce”. Per questo, convenzionalmente parlando, associamo la primavera alla rinascita, alla luminosità, alla gioia dopo il pungente e arido inverno.

Miti dell’Equinozio di primavera

Primavera e magia navigano insieme da secoli. L’Equinozio di primavera è ancorato in tutto il mondo a miti, leggende, poesie, storie che stimolano la nostra fantasia.

Sham el Ennessim

In Egitto viene celebrata da 4700 anni la festa di Sham el Ennessim. Sham el Nessim ha vari significati: letteralmente indica “annusare il vento” (sham significa “odore” e el-nessim significa “vento“). L’etimologia di questa parola, però, richiama anche il termine Shamo che, nell’antico Egitto, indicava la stagione del raccolto che simboleggiava la rinascita della vita.

Secondo gli annali di Plutarco, gli antichi egizi offrivano pesce salato, lattuga e cipolle alle loro divinità durante questa festa. Successivamente, in epoca faraonica, questa ricorrenza e tutti i suoi riti furono inglobati dal Cristianesimo e nei riti pasquali.

Ad oggi si festeggia trascorrendo la giornata in giro per le strade a respirare l’aria della primavera. Gli egiziani preparano uova colorate e mangiano scalogno, fiseekh, lattuga e termis, tutti alimenti che in qualche modo hanno a che fare con le radici della loro storia.

Equinozio di primavera: miti e poesie
Happy Sham el Nessim – photo by google immagini

Holi

La festa induista di Holi (festa dei colori“) è di sicuro la più suggestiva che si festeggia durante l’inizio della primavera. In questa occasione, le persone scendono in strada e, dimenticandosi delle differenze di caste sociali, ballano e cantano insieme gettandosi a vicenda polveri colorate mescolate ad acqua.

Questa strana usanza è legata ad un’antica leggenda induista del dio Krishna. Il dio Krishna, dalla pelle scura, era invidioso della pelle chiara di sua moglie Radh e per questo, un giorno, la dipinse con mille colori diversi. Da questa leggenda deriva anche l’usanza di dipingersi a vicenda tra innamorati.

Equinozio di primavera: miti e poesie
Festa Holi – photo by google immagini

Poesie sulla primavera

Sono numerose anche le poesie decantate per questa magica stagione.

Virgilio

E’ dolce primavera

Alla selve, alle foglie dei boschi è dolce primavera;
a primavera gonfia la terra avida di semi.
Allora il Cielo, padre onnipotente, scende
Con piogge fertili
E accende ogni suo germe. Gli arbusti risuonano
Del canto degli uccelli, i prati rinverdiscono.
E i campi si aprono: si sparge la tenera acqua;
ora al nuovo sole si affidano i nuovi germogli.

Grazia Deledda

La primavera

L’inverno aveva rinfrescato anche
il colore delle rocce. Dai monti scendevano,
vene d’argento, mille rivoletti silenziosi,
scintillanti tra il verde vivido dell’erba.
Il torrente sussultava in fondo alla valle tra
i peschi e i mandorli fioriti, E tutto era puro,
giovane, fresco, sotto la luce argentea del cielo.

Saffo

Un boschetto di meli

Sugli altari
bruciano incensi.
Mormora fresca l’acqua tra i rami
delicatamente, tutto il mondo è ombrato
di rose.
Stormiscono le fronde e ne discende
un molle sonno
e di fiori di loto come a festa
fiorito è il prato, esalano gli aneti
sapore di miele.

Primavera 2020 e Coronavirus

Quest’anno, purtroppo, la primavera cade in un periodo “poco felice” a causa dell’emergenza del Coronavirus. Per un po’ di tempo potremo godere di questa fantastica stagione, dei suoi alberi in fiore, della sua aria leggera e dei suoi colori sgargianti solo da lontano.

Oramai l’hashtag #iorestoacasa è diventato il mantra dell’ultimo mese. Quindi affacciamoci alle finestre, usciamo fuori ai balconi e ammiriamo la primavera da lontano per ora, apprezziamo la natura che continua il suo corso anche senza di noi e impariamo da essa che, alla fine, c’è una rinascita per tutto, così come sarà per noi dopo questo periodo “buio”.

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