Cultura

Era il 25 giugno del 1947 quando veniva pubblicato il famoso Diario di Anna Frank

Il Doodle di Google di oggi rende omaggio ad Anna Frank, diarista ebrea tedesco-olandese vittima dell’Olocausto. Sebbene sia stato scritto quando aveva tra 13 e 15 anni, il suo resoconto personale dell’Olocausto e degli eventi della guerra rimane uno dei resoconti più toccanti e ampiamente letti fino ad oggi. Il Doodle di oggi contiene estratti reali dal suo diario, che descrive ciò che lei, i suoi amici e la sua famiglia hanno vissuto nascondendosi per oltre due anni. Oggi ricorre il 75° anniversario della pubblicazione del suo diario, ampiamente considerato uno dei libri più importanti della storia moderna.

Era il 25 giugno del 1947 quando veniva pubblicato il famoso Diario di Anna Frank, il testo che divenne poi fra i grandi simboli della Shoah, scritto in una soffitta di Amsterdam, dove la giovane si era rifugiata per provare a scappare, invano, alla furia nazista. Oggi Google ha ricordato quella data storica, regalando al mondo intero uno splendido Doodle interattivo, davvero degno di nota, soprattutto per il suo profondo significato.

Era il 25 giugno del 1947 quando veniva pubblicato il famoso Diario di Anna Frank

Il padre di Anna Frank decise di pubblicare il diario della figlia subito dopo la guerra per mettere tutti in guardia dall’antisemitismo e dall’emarginazione etnica, oltre che per aprire un dialogo tra paesi e generazioni. Il suo obiettivo era che la figlia desse voce a tutte le vittime del nazismo. Il suo diario, dunque, apre le porte al passato, ma sensibilizza anche sul presente. Come ricordato da Yves Kugelmann e Barbara Eldridge, rappresentanti della Fondazione Anna Frank di Basilea, ricordano infatti che “ancora milioni di bambini che fuggono dalla guerra, dall’emarginazione etnica e dal razzismo”.

Quindi, condividendo le loro riflessioni sul doodle e sull’eredità di Anna Frank, hanno spiegato è che il loro augurio per quanto riguarda il doodle di oggi di Google è che “serva a ricordare il loro destino e contribuisca a dar loro voce, nello spirito della visione caritatevole di Otto Frank che si riflette nella creazione dell’Anne Frank Fonds Basel e dei suoi partner odierni, l’Unicef e l’Unesco”.

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