Quella di ieri è stata una giornata di accuse e smentite per Eros Ramazzotti. Diverse testate giornalistiche hanno infatti raccontato una vicenda legale che vede protagonista il cantautore romano. La Verità e poi il Corriere della Sera hanno infatti riportato che i lavori di ristrutturazione in un appartamento da lui acquistato a CityLife, uno dei quartieri più ambiti di Milano, avrebbero dato origine a un contenzioso con un vicino di casa che, attraverso un avvocato, gli avrebbe chiesto duecentomila euro di risarcimento per presenti danni.
I legali di Paolo Rossi, revisore dei conti genovese residente nell’abitazione sottostante a quella di Ramazzotti, hanno dichiarato: “sono stati dapprima demoliti e rimossi tutti i muri divisori interni, porte e impianti e successivamente, in un paio di giorni, sono stati rimossi sia i pavimenti che il sottostante massetto, ricorrendo a un uso tanto improprio quanto massiccio di martelli pneumatici”.
La disputa legale con il vicino di casa
Nel ricorso, presentato per avere un accertamento tecnico preliminare, si legge: “Nel pomeriggio del 4 dicembre 2024, mentre veniva fatto uso dei martelli pneumatici, si è verificato un crollo nell’appartamento del dottor Rossi, in quanto una parte adibita a palestra e sauna ha subito un totale distacco del plafone, che è rovinato a terra, sulla sauna e sulle attrezzature da palestra e, solo per un caso, non ha ferito i ricorrenti, fortunatamente non presenti in quel momento in casa”.
Da circa un anno, dunque, è in corso una battaglia legale tra i due vicini. Il giudice milanese Carlo Di Cataldo ha fissato la data del 19 gennaio 2026 per il secondo tentativo di conciliazione, assegnando al proprio consulente tecnico il termine del 9 febbraio per depositare la relazione preliminare e del 10 aprile per quella finale. I difensori delle parti, invece, avranno tempo sino all’11 marzo per il deposito di eventuali osservazioni.
La replica di Eros Ramazzotti
Ieri pomeriggio, l’ufficio di Eros Ramazzotti ha diffuso una nota del manager dell’artista, Gaetano Puglisi. Il messaggio riporta: “Quanto stiamo apprendendo, in data odierna, dagli organi di stampa è una versione incompleta e fuorviante che non rappresenta la situazione in cui si trovano gli immobili del dottor Rossi e di Ramazzotti che, ad oggi, è proprietario dell’unico appartamento non utilizzabile dello stabile.
Il procedimento avanti il Tribunale è in corso e in questo giudizio sono coinvolti, oltre al dottor Rossi e a Ramazzotti, molti altri soggetti, proprio per verificare quali siano e di chi siano le eventuali responsabilità rispetto a quanto accaduto”.
“Secondo i nostri tecnici, il pregiudizio che il dottor Rossi può aver patito si assesta in un importo di gran lunga e sostanzialmente inferiore a quanto riportato dai titoli di stampa. Sarà naturalmente il consulente tecnico nominato dal Tribunale a verificarne l’oggettivo ammontare, con un giudizio tecnico ed equilibrato nel quale si confida.
Spiace che si provi a trarre conclusioni, che solo il giudizio in corso potrà dare, sfruttando l’eco mediatica della vicenda e continuando così a rendere più difficoltoso un dialogo al quale Ramazzotti è sempre stato disponibile nonostante la totale assenza di sue dirette responsabilità”.
Federica Checchia





