I walkie talkie stanno esplodendo nella roccaforte di Hezbollah alla periferia di Beirut. Lo hanno reso noto fonti vicine al gruppo e i soccorritori, il giorno dopo l’attacco con i cercapersone in Libano e Siria. 

È di tre morti il primo bilancio dell’esplosione di apparecchi walkie talkie in Libano. Lo rende noto l’agenzia ufficiale libanese. Oltre ai tre morti ci sono centinaia di feriti per le esplosioni di walkie-talkie registratesi oggi a Beirut e nella valle della Bekaa. Lo riferiscono media libanesi. Alcune strumenti radio sono esplosi durante funerali di persone uccise nell’attacco hacker di ieri. Sui social circolano video di persone a terra, ferite o morte, a Beirut e nella Bekaa.

Diversi pannelli solari, essenziali per la tenuta del sistema energetico del Libano, denuncia l’agenzia libanese Nna, sono esplosi in un certo numero di abitazioni nel sud del Paese dei cedri.

Un corrispondente di al-Jazeera ha raccontato di alcune esplosioni, sentite a a Dahiyeh, sobborgo meridionale della capitale libanese e roccaforte di Hezbollah. Secondo al-Arabiya, esplosioni sono state udite anche in altre zone del sud del Libano. L’emittente al-Mayadeen, ritenuta vicina a Hezbollah, ha riferito che sono esplose apparecchiature radio a Beirut e in altre zone del Libano, parlando di un “potenziale nuovo attacco israeliano”.

Intanto il Segretario di stato americano Antony Blinken ha smentito le notizie secondo cui gli Stati Uniti sarebbero stati a conoscenza dell’attacco compiuto ieri.

Alessia Spensierato