Wall Street non mente: Estée Lauder ha superato le aspettative di stima di vendita del primo trimestre. Questo significa che la strategia di rilancio dell’amministratore delegato Stéphane de La Faverie sembra dare i primi riscontri positivi. Tra i successi ottenuti, anche un rimbalzo nel suo mercato chiave: la Cina. Questo fattore, tra l’altro, ha spinto il titolo in rialzo di quasi il 6% nelle contrattazioni pre-market.

Estée Lauder batte le previsioni di vendita (e si riprende sul mercato cinese)

Come riportato dall’azienda, da luglio a settembre i ricavi sono aumentati del 3,6% su base annua. Il risultato finale è dunque di 3,48 miliardi di dollari, al di sopra delle previsioni degli analisti, che invece stimavano 3,38 miliardi, secondo i dati compilati da FactSet. In totale, l’utile netto è stato di 47 milioni di dollari, rispetto ai 52 milioni attesi. Invece, l’utile per azione rettificato si è attestato a 13 centesimi, leggermente inferiore ai 15 centesimi stimati dagli analisti. Da agosto il gruppo statunitense aveva avvertito l’impatto dei dazi pari a 100 milioni di dollari: per questo sta ottimizzando la propria impronta produttiva per avvicinare la produzione ai consumatori.

Tra le strategie c’è anche quella di ridurre le scorte e le attività promozionali per poter così compensare l’aumento dei costi, che pesa sul settore retail a livello globale. Come dichiarato in un comunicato da de La Faverie, “Abbiamo iniziato bene l’anno fiscale 2026, guadagnando quote di mercato in diverse aree strategiche chiave e migliorando la redditività. Questi risultati rafforzano la nostra fiducia nelle prospettive finanziarie per l’anno fiscale 2026”. Inoltre, il gruppo ha rivelato i dettagli piano di ristrutturazione annunciato a febbraio: si parla di un costo compreso tra 1,2 e 1,6 miliardi di dollari al lordo delle imposte, e la riduzione di 5.800-7.000 posizioni entro la fine del 2026.

Marianna Soru