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Euro2020, Germania-Ungheria: l’Allianz Arena si colora di arcobaleno? Arriva il NO

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Domani sera all’Allianz Arena si giocherà l’incontro Germania-Ungheria nella terza e ultima partita valida per la fase a gironi degli Europei. Giugno è il mese del Pride e, anche per questo, il sindaco di Monaco di Baviera avrebbe il piacere di illuminare la facciata dell’Allianza Arena con i colori dell’arcobaleno. Questo gesto però non sarebbe soltanto finalizzato al mese dedicato al Pride, ma anche contro le leggi emanate dall’Ungheria poco tempo fa. Il Consiglio comunale bavarese ha infatti spigato le motivazione della richiesta in una nota pubblica.

Germania-Ungheria: Il Consiglio Comunale bavarese vuole la facciata dell’Allianz arcobaleno contro gli ungheresi

La capitale dello stato bavarese sostiene la diversità, la tolleranza e l’autentica uguaglianza nello sport e nella società. In occasione della partita tra Germania e Ungheria, il Consiglio desidera inviare un messaggio visibile di solidarietà alla comunità LGBT in Ungheria, che sta soffrendo per la recente legislazione approvata dal governo ungherese. Questa legge rappresenta un nuovo punto basso nella privazione dei diritti di lesbiche, gay, bisessuali e transgender, l’ultima di una serie di misure nel corso degli anni che costituiscono una restrizione sistematica dello stato di diritto e delle libertà fondamentali in Ungheria“.

L’Ungheria presidenziata da Viktor Orban, negli anni ha dato dimostrazione di quanto sia contro l’apertura mentale rispetto alcune possibilità di vivere la vita secondo le proprie convinzioni, promuovendo diverse iniziative contro le comunità Lgbt+, tra cui l’ultima, il divieto di condividere con minorenni contenuti che trattano omosessualità e transessualità.

I diritti LGBT+ in Germania e in Ungheria

A differenza invece di quanto accade in Germania dove i diritti delle persone LGBT+ si sono evoluti in maniera considerevole negli ultimi 10 anni. Nel 2017, ad esempio, l’allora presidente Frank-Walter Steinmeier ha firmato una legge che è entrata in vigore il 1° ottobre 2017 per permettere il matrimonio tra coppie formate dallo stesso sesso. Tra le altre cose, in Germania, alle persone LGBT+ non è più vietato prestare servizio nelle forze militari. Al giorno d’oggi, la tolleranza nei confronti di tutti gli orientamenti sessuali è considerata parte del dovere del personale militare tanto che i rapporti sessuali e gli atti tra soldati fuori dai tempi di servizio, indipendentemente dall’orientamento sessuale, sono definiti come “irrilevanti”, indipendentemente dal grado e funzione dei soldati coinvolti.

La discriminazione per orientamento sessuale o identità di genere è vietata in tutta la Germania.

In Ungheria invece, i diritti delle persone LGBT+ sono differenti dalle persone eterosessuali. Questo da quando Orban è diventato primo ministro. Fino al 2020, ad esempio, le persone transgender residenti in Ungheria potevano cambiare il loro genere giuridico. Dal 3 aprile 2020 questo non è più possibile. Il 1º gennaio 2012 è entrata in vigore una nuova costituzione, adottata dal governo di Viktor Orbán, che limita il matrimonio alle sole coppie formate da individui di sesso opposto.

Il no della Uefa

A quanto pare però la Uefa ha deciso di non accettare la richiesta dei tedeschi e al messaggio di sostegno verso la comunità LGBT+: “”Il razzismo, l’omofobia, il sessismo e tutte le forme di discriminazione sono una macchia nella nostra società e rappresentano uno dei maggiori problemi che lo sport deve affrontare oggi. Tuttavia, la Uefa per i suoi statuti è un’organizzazione politicamente e religiosamente neutrale e visto il contesto politico di questa specifica richiesta, siamo costretti a declinare“.

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