Fabrice Leggeri, ex direttore di Frontex -l’agenzia dell’Unione Europea che svolge le funzioni di guardia di frontiera e costiera- nonché eurodeputato di Rassemblement National, è indagato per crimini contro l’umanità e tortura. A darne notizia è l’Agence France-Presse (AFP), che ha ricevuto le informazioni da una fonte giudiziaria a conoscenza dell’inchiesta, iniziata lo scorso 18 maggio dopo l’ok della Corte d’Appello di Parigi. Nel 2024, l’organizzazione non governativa Ligue des droits de l’homme (LDH), lo aveva accusato di aver «condotto una politica volta a ostacolare, a qualunque costo, soprattutto in termini di vite umane, l’ingresso dei migranti nell’Unione Europea», e lo aveva denunciato.
Leggeri è stato alla guida di Frontex da gennaio 2015 ad aprile 2022. Nel 2024, il Rassemblement National lo ha reclutato, ed è entrato a far parte del partito francese di estrema destra come terzo candidato nella lista per le elezioni europee. Per tutta la durata della sua direzione, diverse ONG lo hanno regolarmente accusato di tollerare i respingimenti illegali di migranti, presentandosi come un convinto sostenitore dell’impermeabilità delle frontiere europee. La LDH, in particolare, sostiene che abbia “incoraggiato” i suoi agenti a facilitare l’intercettazione di imbarcazioni di migranti da parte delle autorità libiche e greche.
L’ex direttore di Frontex Fabrice Leggeri dovrà rispondere della sua gestione dei flussi migratori verso l’Europa
L’ex numero uno di Frontex ha sempre respinto ogni accusa. Si era, tuttavia, dimesso nell’aprile del 2022, proprio nel giorno in cui il board dell’agenzia avrebbe dovuto valutare eventuali azioni disciplinari nei confronti dello staff, a seguito di un rapporto dell’Ufficio europeo per la lotta antifrode, che aveva individuato dei comportamenti irregolari di vari dirigenti dell’organizzazione nella gestione dei flussi migratori verso il Vecchio Continente. Dopo un iter giudiziario durato due anni, la denuncia ha portato all’apertura di un’inchiesta da parte della Corte d’Appello di Parigi. Come riporta la fonte, la camera inquirente ha dichiarato di «avere motivi per indagare sui fatti emersi dalla denuncia presentata dalla LDH (Lega per i Diritti Umani) con una richiesta di risarcimento danni in sede civile».
Interrogato a riguardo dall’AFP, l’entourage del diretto interessato ha replicato: «Il signor Leggeri non è stato informato di questi sviluppi. Pertanto, non ha commenti da rilasciare in questa fase». Emmanuel Daoud, avvocato di LDH, ha così commentato la notizia: «Per la prima volta, uno o più giudici inquirenti francesi esamineranno le condizioni per l’eventuale responsabilità penale di Fabrice Leggeri nella strage che ha causato migliaia di morti nel Mediterraneo, tra cui donne e bambini».
Federica Checchia





