Si chiamava Elisa Polcino, ed è l’ennesima vittima di femminicidio in Italia, la settantacinquesima dall’inizio dell’anno. La donna è stata uccisa a colpi di pietra a Paupisi, un paese in provincia di Benevento. Stando ai primi accertamenti dei carabinieri, l’assassino sarebbe il marito, Salvatore Ocone, che l’avrebbe aggredita al termine di una lite furiosa. Al momento, l’uomo è in fuga, e non si hanno notizie nemmeno dei due figli minori della coppia, due ragazzi di quindici e sedici anni. Il maggiore, invece, si troverebbe a Rimini, dove lavora.

Ocone, un operaio di cinquantotto anni, è probabilmente scappato nelle campagne vicino alla contrada Frasso. Come riportato da alcuni testimoni, i due coniugi sono stati sentiti litigare ad alta voce di fronte alla porta di casa. Elisa sarebbe morta sul colpo a seguito di una sassata in testa. A ritrovare il suo corpo, abbandonato in strada, è stata la suocera, che abita nella stessa villetta del figlio. La donna ha raccontato di aver sentito dei rumori sospetti provenire dall’esterno, ed è uscita a controllare cosa stesse accadendo. Dopo aver trovato la nuora esanime, ha immediatamente chiesto aiuto a un vicino, che ha allertato i soccorsi e le forze dell’ordine.

Femminicidio a Benevento: l’assassino è ancora in fuga

Le ricerche dell’uomo, attualmente, si stanno concentrando nei luoghi da lui frequentati e basandosi sulle segnalazioni degli abitanti di Paupisi. Le prime analisi hanno rilevato che Elisa Polcino sarebbe deceduta poco dopo le otto di questa mattina e non, come ipotizzato in un primo momento, questa notte.

Il sindaco Salvatore Coletta ha commentato così l’accaduto: «La notizia di quello che è successo ha colpito la comunità e ci lascia attoniti. Faremo di tutto per rintracciare i ragazzini, sono due a frequentare la scuola dell’obbligo di Paupisi, un altro figlio è maggiorenne e non era in casa al momento della tragedia. I due bambini, ma non ho certezza, non sarebbero stati portati a scuola questa mattina». Il primo cittadino di Paupisi si è detto stupito, e ha parlato di una famiglia apparentemente normale, che non è mai stato seguito dai servizi sociali.

Federica Checchia