Un individuo ha ferito due persone mentre camminavano in direzione del parco Schuster, a Roma, in prossimità del luogo in cui era in corso la manifestazione per la Festa della Liberazione. La coppia, composta da moglie e marito, portavano al collo il fazzoletto dei partigiani. Le prime ricostruzioni dell’incidente indicavano due aggressori a bordo di uno scuter che, dopo essersi avvicinati, hanno colpito i coniugi con una pistola ad aria compressa. Gli ultimi aggiornamenti individuano, adesso, un solo aggressore. Quest’ultimo ha ferito la donna a una spalla, l’uomo invece al collo e alla guancia. Entrambi, pur non riportando ferite gravi, hanno perso sangue.

«Un ulteriore episodio di una lunga serie di intimidazioni» durante la Festa della Liberazione

La presidente dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (ANPI) di Roma, Marina Pierlorenzi, ha fornito a LaPresse un quadro più dettagliato della vicenda. La donna ha raccontato che i coniugi si stavano dirigendo verso la manifestazione ancora in corso quando un uomo, con casco e giubbotto militare, ha estratto una pistola a piombini e ha sparato da una distanza di circa dieci metri prima di fuggire. Pierlorenzi racconta: «Sono venuti subito qui perché loro sapevano che c’era il presidio medico. Stanno comunque in buona salute, ma sono estremamente scioccati».

«C’è qualche cosa di cui bisogna profondamente preoccuparsi e bisogna che questo governo che fa decreti Sicurezza che non servono a niente dia invece la sicurezza a tutti i cittadini e le cittadine di poter stare tranquillamente in una piazza come questa a festeggiare quella che è la festa di tutti gli italiani», ha aggiunto la donna. Nicola Fratoianni di Alleanza Verdi Sinistra dichiara: «Un ulteriore episodio di una lunga serie di intimidazioni, minacce, atti di violenza di segno fascista che da troppo tempo si stanno verificando nel Paese. Nessuna impunità, nessuna sottovalutazione può essere accettata in uno Stato democratico».

Le autorità stanno vagliando le telecamere di videosorveglianza poiché potrebbero aver ripreso dettagli determinanti per poter risalire all’identità dell’aggressore. Gli investigatori della Digos e del commissariato San Paolo stanno indagando sulla vicenda, senza escludere alcuna pista possibile.

Stefania Cirillo