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Filippo Ganna è immenso: quinto titolo nell’inseguimento individuale

Incredibile. Stratosferico. Immenso. Più semplicemente, forse, il più forte di tutti. Filippo Ganna lo ha rifatto nuovamente: il piemontese ha vinto il suo quinto titolo iridato della carriera nell’inseguimento individuale ai Mondiali di ciclismo su pista. Un’affermazione che rende orgoglioso tutto il movimento nostrano per un altro motivo che, onestamente, non farà così tanto felice lo sconfitto odierno: il campione ha sconfitto nella finale, infatti, il connazionale Jonathan Milan. Il friulano, nonostante un’ottima prova, non ha potuto nulla sul tempo pazzesco fatto segnare dal suo compagno di squadra: Ganna è riuscito a fermare il cronometro sul  3’59″636. Alieno.

Le parole di Filippo Ganna alla fine dell’ennesima impresa

(Credit foto – Italia Team pagina Facebook)

Ecco le parole del post gara del campione azzurro:

Oggi è stata una delle giornate più intense della mia vita. Stamattina alle 10.30 non volevo neanche partire, non volevo farlo l’inseguimento. La verità è che volevo andare in vacanza. Poi sono arrivati i miei compagni ad incitarmi e dirmi che dovevo provarci. Devo ringraziarli, perché ci hanno creduto e così anche io ho creduto in me. Anche il pubblico mi ha dato una grande carica, soprattutto quando ha capito che potevo battere il record del mondo. La falsa partenza mi ha un po’ destabilizzato di testa, ma ho cercato di rimanere calmo e poi fare la corsa che so fare. Questo velodromo mi piace molto, ci avevo già corso in passato: incrocio le dita e spero di tornarci per le Olimpiadi. Stasera l’obiettivo era la medaglia, se poi avessi fatto anche il record sarebbe stato meglio. Sono riuscito ad ottenere entrambi. Questo è un risultato di squadra, perché in pista non c’ero solo io, ma tutti i ragazzi che mi supportavano, uno era il mio avversario della finale“.

Con Jonathan ce lo siamo detti prima della partenza, è gara fino alla fine e vince chi è più forte. Ho tantissimo rispetto per lui, è giovane e sono sicuro che nel giro di due anni sarà una delle pedine fondamentali per il futuro della disciplina. Mi auguro il meglio per lui. Io posso dargli qualche consiglio, poi starà a lui decidere se accettarlo. Ho usato la bici del Record dell’Ora. Spero che in due anni Pinarello trovi il modo per farla partire un po’ più facilmente. Il primo giro è pesante, perché è molto difficile da lanciare. Poi una volta lanciata è veramente un razzo, gli ingegneri sono riusciti a fare qualcosa di straordinario“.

(Credit foto – Italia Team pagina Facebook)

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