Gossip e Tv

Fiorello ironizza sul web e si definisce “un panda”

Lo showman siciliano Fiorello non perde la sua vena ironica e risponde su Twitter a Vittorio Colao, capo della task force:

Buongiorno – dice – sono Rosario Fiorello, sono nato il 16 maggio del 1960 e significa che il 16 maggio compirò 60 anni. Grazie per auguri. Adesso i 60enni non possono uscire. Io non ce li ho ancora, quindi in pratica dal 4 al 16 maggio potrei uscire. Ma noi 60enni dobbiamo fare fronte comune e dobbiamo dare retta a chi ci governa”.

Il presentatore siciliano, dal momento che tra qualche giorno compirà 60 anni, si definisce “un anziano a rischio” e pertanto invita tutti i suoi coetanei a rispettare le regole imposte dal governo. La fase due potrebbe prevedere un’uscita scaglionata per età per proteggere le persone più anziane che sono quelle più colpite dal coronavirus.

Rosario Fiorello, immagine web.
Rosario Fiorello, immagine web.

Fiorello, un anziano a rischio

Quelle che ho riportato prima non sono le uniche parole pronunciate da Fiorello nel video caricato su Twitter. Fiorello aggiunge:

«Quindi se dicono che dobbiamo stare a casa vuol dire che siamo persone a rischio e che andiamo protetti. Siamo come il panda, il cercopiteco, il colibrì dell’Himalaya… Se dicono che non dobbiamo uscire, stiamo a casa. Vabbè che i 60enni oggi non sono quelli di una volta, siamo molto più arzilli, diciamo così però rimaniamo a casa».

Io comunque – continua Fiorello – dal 4 maggio fino al 15 un’uscitina me la farò, con la mascherina, con lo scafandro, con il passamontagna, con la muta, con la boccia di vetro del pesce rosso, tolgo il pesce e l’acqua ed esco con la boccia in testa… Quindi amici 60enni rassegnamoci. Lo so, voi pensavate di essere ancora giovani, non è così, entriamo nella cerchia degli anziani a rischio. Mi rivolgo ad alcuni amici che conosco, ad esempio Ligabue, non puoi uscire manco tu, sappilo. Pensa Baglioni, Venditti, questi proprio niente, chiusi… Io rimarrò a casa – conclude lo showman – a meno che qualcuno non dica che posso uscire».

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