La sconfitta di Cagliari impone delle riflessione alla società Viola: il ko in terra sarda, per quanto faccia male, potrebbe risvegliare il valore della sconfitta rendendo la squadra più forte.

Ricorda Fiorentina: saper perdere significa accettare di non essere ancora arrivati allo stato di forma ottimale, significa accettare che gli avversari hanno fatto una gara migliore, significa accettare di aver commesso degli errori sia durante la partita che durante la preparazione.

Fiorentina a Cagliari

Dopo la pesante sconfitta contro il Cagliari alla Sardegna Arena, la Fiorentina deve riconquistare quella fiducia in sé stessa dimostrata dopo la mediocre partenza di campionato.

La prestazione dei giocatori è stata sconcertante, come sconcertante sono stati i tanti gol subiti, 3 nei primi trenta minuti, poi altri due; poco sono serviti i due gol di Dusan Vlahovic, tornato titolare, per attenuare una battuta di arresto che può far preoccupare più che per le dimensioni numeriche, per una prestazione fra le peggiori della storia della Fiorentina.

Un momento della partita Cagliari/Fiorentina con la palla che finisce in rete – Photo credit: firenzetoday.it

Superare i limiti e gli errori

Con questa partita sono emersi i limiti e gli errori tecnici, ammesso anche dal mister, di una squadra non ancora compatta. Le sconfitte servono per migliorare non per abbattersi. La sconfitta aiuta a crescere, a maturare e a migliorare le proprie prestazioni. In ogni competizione, se si parte già con il presupposto di dover vincere a ogni costo, si finisce solo per farsi del male.

La partita dell’8 novembre deve essere il nuovo punto di partenza, l’inizio di una svolta dove rivedere i propri programmi, ricostruire la squadra e dimostrare il proprio talento. Spetta ai tecnici una valutazione critica sia tecnica che psicologica per capire effettivamente quali sono stati gli errori e quindi lavorare al miglioramento.

Cigarini in scivolata su Vlahovic – Photo credit: vavel.com

Basta polemiche

Ora basta polemiche, basta prendersela con Montella o i giocatori, basta trovare scuse, bisogna rimboccarsi le maniche e ritrovare il giusto accordo che farà risalire i viola.

Superare la delusione: questo è importante, bisogna guardare avanti e andare avanti. C’è stata una retromarcia, ma la meta è là che aspetta. Ci sono altre partite, ci saranno altri ostacoli da superare. Basta guardare indietro e dispiacersi.

Ora la Fiorentina, con la sosta delle Nazionali, ha due settimane per schiarirsi le idee e trovare le tattiche giuste per tornare alla vittoria.

La delusione di Dusan Vlahovic – Photo credit: violanation.com

Non è un fallimento, cara Fiorentina

La sconfitta non è un fallimento. Il vero fallimento si ha quando ci si arrende. Una sconfitta deve essere considerata come un’esperienza che migliora se stessi, come una lezione di vita che faccia riflettere sui punti deboli, che rinforza il carattere, rendendo più forti di prima.

“Nella mia vita ho sbagliato più di novemila tiri, ho perso quasi trecento partite, ventisei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l’ho sbagliato. Ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto”. Michael Jordan

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