Cultura

Freud: la teoria del piacere e delle pulsioni

Freud, durante gli anni trascorsi a Vienna in collaborazione con Breuer, condusse le ricerche riguardo il suo metodo dell’isteria. Lo studioso avanzò l’ipotesi, non condivisa dal suo collaboratore, che gli eventi rimossi dalla coscienza, all’origine dell‘isteria e delle altre forme di psiconevrosi, fossero sempre di natura sessuale e che in questa direzione andasse approfondita l’analisi dei ricordi dei pazienti. Qui ebbe fine la collaborazione con Breuer.

Scoperte fondamentali

Seguendo questa linea di pensiero, Freud giunse alle sua scoperte più importanti e alla definizione di una teoria generale dello sviluppo psichico e di un metodo originale di cura fondato sulla parola nella relazione fra medico e paziente.

La prima e fondamentale di queste scoperto riguarda proprio la sfera della sessualità, che nella teoria freudiana acquista una dimensione vasta e complessa. Secondo Freud infatti le pulsioni sessuali (il termine pulsione rimanda alla dimensione psichica dell’istinto biologico) sono presenti nell’uomo sin dalla prima infanzia, si manifestano in forma parziale associate alle funzioni fisiologiche fondamentali e investono come oggetti privilegiati le figure parentali: il desiderio sessuale del bambino si rivolge al genitore del sesso opposto generando rivalità verso quello dello stesso sesso.

La vicenda mitologica di Edipo, che inconsapevolmente uccide il padre e sposa la madre rivela, secondo Freud, nella forma universale del mito, un complesso di desideri e conflitti in grado di caratterizzare la dimensione originaria della sessualità umana. Questa dimensione, incompatibile con le istanze morali e educative del mondo adulto, con l’uscita dall’infanzia è sottoposta a rimozione diventando inconscia, ma in questa forma sopravvive ed è presente nella vita psichica di tutti.

La rivoluzione freudiana

La teoria freudiana ha in questo un tratto fondamentale innovativo se non rivoluzionario: le vicende psichiche che possono dare origine alle psiconevrosi sono le stesse che tutti vivono nella loro infanzia. Sono vicende legate a pulsioni e desideri che, una volta rimossi, possono trovare forme sostitutive di soddisfacimento e integrarsi nello sviluppo normale della sessualità adulta, oppure rimanere <<bloccati>> in un conflitto irrisolto dando origine al sintomo nevrotico.

Tale sintomo appare, agli occhi di Freud, come una forma di appagamento mascherato di un desiderio inconscio, o meglio, come il compromesso fra due forze opposte: quella del desiderio che cerca soddisfacimento e quella di un’istanza che vorrebbe difendersi da esso respingendolo e negandolo.

Martina Puzone

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