Il Giappone ha iniziato a rilasciare nel Pacifico l’acqua contaminata proveniente dalla centrale nucleare di Fukushima, dopo averla trattata per rimuovere la maggior parte delle scorie radioattive, un processo che continuerà per diversi decenni e che continua a suscitare proteste in patria e all’estero.
Circa 1,34 milioni di metri cubi di acqua, equivalenti a 540 piscine olimpioniche, sono stati raccolti nelle cisterne, utilizzate per raffreddare ciò che resta dei reattori ancora altamente radioattivi, e che si sono mescolate successivamente con acque sotterranee e piogge. La complessa operazione ha avuto il via libera dall’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) – e la stessa ha confermato la presenza di personale specializzato durante tutte le operazioni.
“È un passo importante per lo smantellamento del sito, ancora altamente pericoloso, 12 anni dopo uno dei peggiori incidenti nucleari del mondo”, ha dichiarato l’operatore dell’impianto (Tepco). Il processo di sversamento durerà alcuni anni.

Il governo sudcoreano ha dichiarato di rispettare l’esito della revisione dell’Aiea basata sulle analisi del piano giapponese, ma dovrà considerare le preoccupazioni persistenti tra la popolazione. Il premier sudcoreano Han Duck-soo ha invitato il Giappone a divulgare “in modo trasparente” le informazioni sullo scarico di acqua contaminata. Han, in una nota diffusa dopo l’avvio delle operazioni di rilascio, ha rimarcato che Seul “spera e sollecita ancora una volta il governo giapponese a divulgare informazioni in modo trasparente e responsabile sul processo di scarico dell’acqua”.
Intanto la Cina, che intanto ha bloccato l’import di tutti i prodotti ittici giapponesi e ha introdotto test di radiazioni su larga scala sul pescato nipponico, è tornata a criticare con durezza Tokyo definendo la mossa “estremamente egoista e irresponsabile”. Lo si legge in una nota del ministero degli Esteri di Pechino. Il governo cinese, fa sapere il ministero degli Esteri, adotterà tutte le misure necessarie per salvaguardare la sicurezza alimentare e la salute del popolo cinese. Pechino, prosegue la dichiarazione del ministero degli Esteri, “si oppone fermamente e condanna con forza” quanto sta accadendo e “ha presentato solenni rimostranze alla parte giapponese per chiederle di porre fine all’atto illecito”.





