Cultura

Fuori d’impegno| Quante energie utilizziamo per non impegnarci

Fuori d’impegno – Ci si laurea, si prendono master, si fanno specializzazioni, si lavora 12 ore al giorno, si viaggia ma la cosa più facile di tutte non si riesce a farla: IMPEGNARSI. Non si parla di dedizione al lavoro. Si parla della volontà di amare e farsi amare.

Fuori d’impegno – Perché è diventato così facile togliersi i vestiti e sempre più difficile togliere le nostre maschere? Naturalmente questa riflessione è dedicata in egual misura a uomini e donne. Se una volta era più l’uomo ad essere restìo a voler instaurare una relazione stabile, ora forse, lo sono maggiormente le donne.

È chiaro, ognuno si porta dietro un set completo di bagagli emotivi intricati e complicati. Scottature di vario genere portano a diffidare del prossimo ( servono a poco le pubblicità dei cioccolatini regalati al proprio vicino in fila alla cassa). Diffidiamo quasi dei nostri stessi sentimenti, figurarsi di chi conosciamo da una manciata di settimane.

le catene
Le catene che ci imponiamo. sito: zonalocale

Quando ci chiedono come ci vediamo tra una decina di anni, quasi tutti rispondiamo “ realizzati professionalmente e con una famiglia”.  Sulla realizzazione nulla da aggiungere, ognuno conosce le proprie potenzialità. Ma sulla famiglia? Nessuno conosce il suo cuore, nessuno si fa più domande introspettive, la così detta “toilette psicologica” è andata a farsi benedire.

Siamo terrorizzati  se dopo poche settimane di conoscenza iniziamo nuovamente a sentire qualcosa. L’anestesia che ci siamo autoprescritti incomincia a finire e scambiamo i primi flebili battiti del cuore per l’incipit di un infarto.  Ammettiamolo, l’idea di far spazio a un altro essere umano nella propria vita terrorizza, anche quando ti accorgi che ha riportato il sole tra le persiane chiuse della propria finestra.

definizione di una parola
la definizione attraverso una parola. sito: settimana news

Fuori d’impegno – Quanti amici portiamo a bere perché, da un giorno all’altro, si sono mollati anche se andava tutto bene? Ora il motivo perché ci si lascia è proprio perché la relazione, a dire della coppia “va troppo bene”. La verità è che la felicità spaventa;  per questo si odiano le definizioni. La definizione di un rapporto è il peggiore incubo.

La parola che sceglierete per definire il vostro rapporto  dinanzi il resto del mondo è una vera e propria valanga emotiva. Eppure una parola è solo una parola. Nessun sentimento dovrebbe essere ingabbiato in una catalogazione verbale. Esistono “matrimoni” vuoti e “amicizie” più ricche di passione di un romanzo russo.

Impegnarsi al giorno d’oggi viene sempre più assimilato al concetto di perdere i propri piccolo agi e privilegi. Ma come può l’amore imprigionare? Perché ci riesce così difficile capire che a volte nella vita si incontrano anime talmente belle che ci regalano ali per volare?  La stessa definizione di amore dovrebbe essere libertà. Senza libertà (in primis da noi stessi) non può esserci amore.

salto nel vuoto
salto nel vuoto. sito: nomadi digitali

Ma come ci si libera dalla prigione che la propria mente crea intorno al nostro cuore? Un primo passo verso il risveglio dal torpore emotivo potrebbe essere quello di ammettere la possibilità che per conoscersi davvero serva un’altra persona, che serva una terza mano per far scivolare il velo che ci ha sempre separati dal resto del mondo, che serve un altro paio di occhi per scoprire che non siamo mai stati noi stessi fino a quel momento.

La vera verità, alla fine dei conti, è quanta volontà e dedizione vogliamo avere nel metterci in discussione, quanto coraggio troveremo per intraprendere l’unico viaggio di cui google maps non conosce il percorso, men che meno la destinazione finale.

Impegnarsi è un tuffo nel vuoto, puoi caderci dentro oppure puoi spiccare il volo. Ma non è forse proprio questa voglia di provarci, alla fine, la chiave della vita? Impegnarsi a vivere non sarebbe il più bel regalo che potremmo mai farci?  Continua a seguire “Fuori d’impegno”.

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