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Giocare VEGAN ad Animal Crossing: New Horizons – PETA ha scritto la sua guida animalista

Peta, People for the Ethical Treatment of Animals, ha scritto la sua personale guida animalista per giocare VEGAN ad Animal Crossing: New Horizons. L’estremista associazione a difesa degli animali è da sempre in cerca di nuovi proseliti, specialmente fra i giovani. Cosa fanno i giovani? Giocano ai videogiochi! Perché non parlare di videogiochi allora, per ottenere la loro attenzione? Per quanto lodevole sia l’intento, sensibilizzare ad un trattamento etico degli animali, purtroppo i mezzi a cui Peta ricorre, però, sono spesso discutibili, di cattivo gusto, fuori luogo; o semplicemente, come in questo caso, esilaranti.

Giocare VEGAN ad Animal Crossing
Photo credits: Web

Giocare VEGAN ad Animal Crossing: New Horizons, QUALCUNO SALVI I BIVALVI

Non si pescano pesci, non si cacciano insetti, non si prendono le vongole per fabbricare le esche. Questi i primi e più importanti dictat della Guida di Peta. Ma leggiamo qualche estratto che abbiamo tradotto per voi, che ne dite?

“Certamente, a differenza di quelli nella vita reale, i pesci nel gioco non sentono dolore. Ma pescarli è comunque un impoverimento per la vita animale del pianeta. Nella vostra isola è vostro compito proteggere le biodiversità. Mettere a rischio la fauna ittica solo per “donare” a Blatero qualche pesce da esibire nel museo è crudele, e dannoso per l’ambiente”

Capisco, come no. La biodiversità è importante. Ma che mi dite delle spigole? Infestano letteralmente ogni angolo della mia isola, non vi pare un’opera animalista liberare i mari da questi parassiti giganti (che non valgono nemmeno il tempo necessario a pescarli)? Per non parlare delle CIMICI D’ACQUA GIGANTI. Un’ecatombe per l’ecosistema. E per la mia azienda di caccia alle tarantole. Ma proseguiamo, perché la faccenda si fa ancora più interessante.

Giocare VEGAN ad Animal Crossing
Photo credits: Web

“Le vongole sono bivalvi, una categoria che potrebbe non essere familiare a tutti come quella dei mammiferi. Ma meritano comunque considerazione e rispetto. Sono capaci di comportamenti sorprendenti, come scavare una buca per fuggire dai predatori. Non è chiaro se provino dolore, ma nel mondo reale ricoprono un ruolo importante per l’ecosistema. […] meglio lasciarle stare, e non tirarle fuori dalla sabbia della vostra isola!”

Ecco, ora mi sento in colpa. In parte perché per catturare lo Storione il mese scorso ho scavato qualcosa come 200 vongole, e in parte perché oggi a pranzo ho preparato la pasta allo scoglio. No, niente spigola: nella vita reale costa troppo!

Giocare VEGAN ad Animal Crossing: New Horizons, Fuffi è VEGANA?

Povera Fuffi, gliene dicono di tutti i colori da quando è stata creata su New Leaf per 3DS. Internet è letteralmente invasa di contenuti pornografici che la ritraggono in pose decisamente poco lusinghiere, intenta a compiacere il sindaco… in modi… non ortodossi per Animal Crossing. Ecco, diciamo così. Ma è la prima volta che la chiamano Vegana.

Giocare VEGAN ad Animal Crossing
Photo credits: Web

“Fuffi il cane è una figura familiare ai giocatori di Animal Crossing. Lavora sull’isola e aiuta a rendere più confortevole la vita degli abitanti. Ma il gioco ci da un indizio sul fatto che potrebbe essere persino più carina di quanto già non sia. Sembra che ami il tofu: significa quindi che è Vegana? Non possiamo confermarlo, ma avrebbe senso”

Peccato che la sua bevanda preferita sia il mocaccino, “con tanto tanto latte” (e poi vi chiedete perchè delle rule 34 su di lei…) come confermano le informazioni derivanti da dialoghi inseriti nei giochi precedenti in cui è apparsa (bastava una ricerca di 5 minuti per scoprirlo). Estrapolare e decontestualizzare una frase in cui Fuffi dice di apprezzare il Tofu fa di lei una vegana, tanto quanto io posso dire di essere un topo perché mi piace il formaggio. Squit.

A tal proposito, “la frutta vi rende forti. Mangiando un frutto potete spostare un albero intero, e rompere le rocce per ricavarne stelline”. Dai, ci hai provato. Ti dico un segreto: se anziché spaccarla la colpissi con la pala, quella roccia ti darebbe almeno sei volte la quantità di stelline che ricavi distruggendola. Sul tips riguardo la frutta non mi pronuncio. Non vedrò più la frase “una mela al giorno toglie il medico di torno” allo stesso modo, if you know what I mean.

Giocare VEGAN ad Animal Crossing
Qui possiamo vedere Fuffi ritratta esausta dopo una lunga sessione di Jogging (Photo Credits: Web)

Diffondete il verbo

La guida di Peta si conclude con un invito ai giocatori: diffondete il verbo vegano! Chiamate la vostra isola VEGANVILLE, e personalizzate il vostro passaporto con frasi quali “Go Vegan!” e “Adopt, don’t stop!”. E poi ci sono io, che come descrizione ho scelto quella di “consumista invadente”, con tanto di foto vestito da Cowboy a corredo.

“Quest’isola ha una POLITICA DI TOLLERANZA ZERO verso lo specismo. NON PESCATE, NON CACCIATE INSETTI E NON SCAVATE VONGOLE. Rispettate gli animali!” recita una scritta nella bacheca del municipio di una perfetta Isola Vegana. Ops, Veganville, scusate, mi ero scordato. Sì, ma allora cosa possiamo fare in ‘sto gioco, se ti dovessi venire a trovare sul tuo paradiso animalista? “Guardare le stelle, suonare strumenti insieme, sedersi sul bagnasciuga ad ascoltare il suono del mare”.

Giocare VEGAN ad Animal Crossing
Photo credits: Web

Peta non è contraria ad Animal Crossing. Non quanto lo era a Pokémon, per dire, gioco contro il quale le campagne della società ambientalista sono state sempre particolarmente forti e ridondanti. Semplicemente, il redattore della guida afferma che esiste un modo per non fare del male a nessuno, reale o virtuale che sia. E che gli sembra giusto, visto che si può, fare il possibile anche nel gioco, per diffondere la consapevolezza che gli animali sono esseri senzienti e meritano rispetto. Peccato, però, che per dire questo sia servito sparare sentenze su chi sceglie di giocare al 100% il titolo senza privarsi di nessuna attività.

Sveglia Peta, state sbagliando tutto

Ci abbiamo scherzato e riso su, principalmente perché gli asserti del testo sono talmente forzati che è inevitabile pensare “ma come gli è venuto in mente? Questi non mangeranno animali, ma qualche pianta se la sono fumata di sicuro!”. Eppure, voglio spezzare un gambo di sedano in loro favore. In favore del messaggio che va oltre le modalità a tratti ridicole con cui viene veicolato, e spesso, erroneamente, a cui viene accomunato. Ed è questo il più grande problema di Peta, i cui esponenti spero rinsaviscano un giorno, e realizzino che “cavoli, ma cosa diamine stiamo facendo?”. Provate a mangiare una banana, pare che mangiare frutta renda forti. E intelligenti? Boh. Comunque.

Comunicare, ai giorni nostri, è complicato. In realtà è sempre stato complicato, solo che oggi lo è un po’ di più. Farsi comprendere, farsi rispettare e ottenere l’attenzione del pubblico sono spesso intenti che cozzano tra loro, specie nella nostra società basata sul sensazionalismo, e sul “nel bene o nel male purchè se ne parli”. Eppure, sono dell’opinione che argomenti del genere andrebbero trasmessi alle future generazioni utilizzando un linguaggio più scientifico, meno ridicolo, e soprattutto più credibile di quello che Peta ha sempre sfruttato, nel tentativo di cavalcare i trend ed emergere.

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Se un giorno dovessi diventare vegano, non smetterò di catturare pesci e insetti in Animal Crossing, questo è sicuro. Che senso avrebbe? Non smetterò di rispettare i miei amici che non condividono la mia scelta, e non inizierò a urlare “mangiacadaveri!!!” alle manifestazioni. Se un giorno dovessi diventare vegano sarebbe per una decisione etica assolutamente personale, che non può e non deve diventare una scusa per vomitare insensatezze, o peggio odio, contro chi non la percorre insieme a me.

Solo così, attraverso il reciproco rispetto e la reciproca comprensione, riuscirei, forse, a parlare davvero della mia scelta con chi la pensa diversamente da me. E farei passare il messaggio, quello vero, che diventare vegano è una scelta drastica, difficile, che va contro la natura che ci ha generati onnivori. Ma può essere anche una scelta condivisibile. Perché è un dato di fatto che stiamo letteralmente divorando il pianeta, consumando più risorse di quelle a noi necessarie. Una scelta tanto “pesante” merita argomentazioni e motivazioni REALI, o quantomeno, un punto di vista più articolato di “DOVETE GIOCARE VEGAN AD ANIMAL CROSSING E NON CACCIARE GLI INSETTI VIRTUALI, PERCHÉ QUELLI VERI POI SENTONO DOLORE”. Altrimenti, si ottiene, pur partendo da uno spunto notevole, di generare l’effetto contrario a quello desiderato. E di diventare noi, con le nostre esagerazioni, il messaggio, annullando la forza di quello originale.

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Di certo, e concludo, è difatti interessante che Animal Crossing: New Horizons tenga fede ai suoi ideali di inclusione permettendo a chiunque di giocare come meglio crede. Se al posto di una guida perentoria e giudicante, Peta avesse scritto un articolo descrittivo di una scelta di vita Vegana nel gioco, forse le cose sarebbero andate diversamente. Forse non li avrei presi VELATAMENTE in giro (dai, si scherza, pace fatta Peta?). E forse, sedersi in riva al mare per qualche istante, ad ascoltare lo sciabordio delle onde, può fare davvero del bene a tutti prima o poi. Sennò come fate a vedere quando spawnano i pesci più grossi??? Ho letto da qualche parte sul Web che se volete fare colpo su Fuffi, sono quelli i pesci che preferisce…

Lorenzo Mango

Appassionato di Cinema e Serie TV, di libri e di fumetti, di video e di videogiochi. Di avventure, si può dire riassumendo. Non ama molto dormire, ma a volte lo costringono. Del resto, gli servirebbero delle "vite extra" per seguire tutti i suoi hobby e interessi. Intanto, fa quel che può con quella che ha: scrive, disegna, registra video, ogni tanto mangia. A tal proposito, potrebbe sopravvivere mangiando solo pizza. Se serve, anche pizza estera, quando viaggia. Sì, anche quella con sopra l'ananas.
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