Ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa, ieri sera Giorgia ha parlato della sua vita privata e, soprattutto, della sua carriera e dell’esperienza a Sanremo 2025. Ha confermato che il nuovo album uscirà nel corso dell’anno, ma non ha ancora avuto il tempo di lavorarci per bene, e che le piacerebbe tornare a condurre X Factor, nonostante non abbia ancora ricevuto alcuna chiamata.
Nel corso dell’intervista, ha accennato a un divertente episodio che ha visto protagoniste lei e Ornella Vanoni, quando si sono esibite insieme in occasione di un concerto diretto dal maestro Vessicchio. «Ci alternavamo», ha raccontato, «e ognuna cantava le sue cose e poi insieme. A un certo punto canto una canzone di Aretha Franklin con una grande escursione vocale. Insomma, spingevo. Finisco, applauso. Lei era seduta lì e mi fa: “Ma perché urli sempre? Ma quanto urli?! Ma non c’è bisogno di urlare così”. La amo, è unica, e aveva anche un po’ ragione».
Giorgia replica alle dichiarazioni di Mogol

Con l’occasione, la cantante ha indirettamente detto la sua rispetto alle ultime esternazioni di Mogol. Dopo la fine del Festival, infatti, il celebre paroliere aveva affermato che vorrebbe offrire un corso d’aggiornamento nella sua scuola di musica a Giorgia perché «ha una voce fantastica, ma canta come si cantava trent’anni fa». Aveva poi aggiustato il tiro: «Usa troppo la voce. Che, per carità, è bellissima ma la usa come si faceva in passato, la voce deve esser credibile per quello che dice, è la credibilità che riesce a emozionare». Le sue parole hanno dato il via a una polemica, in cui tanti artisti si sono schierati con la cantante di La cura per me. La diretta interessata, però, ha incassato con grazia il commento un po’ infelice e ha scherzato: «Dove si firma perché la voce resti la stessa dopo trent’anni?».
Federica Checchia
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