Musica

Giornata della memoria: Fanny e Tina, due vite legate dalla musica e dalla guerra

Oggi è la Giornata della Memoria 2022, e vogliamo raccontarvi la storia di due storie: quella di Fanny e quella di Tina. Non si sono mai conosciute, ma qualcosa le ha legate nel profondo, anche se non lo sapranno mai.

Giornata della Memoria: la storia di Fanny e Tina

La musica, la Seconda Guerra Mondiale e Venezia, dove tutto è cominciato per entrambe. Fanny è una donna anziana, che morirà nel campo di Auschwitz a 76 anni. Tina invece ne ha 14, e le toccherà la stessa fine. Entrambe legate dalla musica, poi, con la differenza che Fanny ha goduto di una vita piena di note, ma la stessa sorte non avverrà per Tina, che se ne andrà ancor prima di iniziare.

La vita di Tina Bassani è stata studiata dalla docente in pensione Gemma Molli, che si è presa a cuore la sua vicenda. La giovane arriva nel Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia da talento precoce, a soli otto anni. La sua famiglia ama la musica, sua madre in particolare ne è ossessionata. Corre l’anno 1937 e la ragazza è ammessa al liceo musicale, che frequenterà per un unico anno e poi le verrà intimato di andarsene, a causa delle leggi razziali. Così Tina è costretta ad abbandonare assieme a loro Venezia: lei, madre, padre e fratello maggiore. Verrano portati nel campo di concentramento di Fossoli (Modena), dove rimarranno per diversi mesi.

La musica continua ad accompagnarla: a Fossoli ci sono un’orchestra e un coro. Commoventi sono le lettere che manda alla sua docente di conservatorio, raccontandole le pause dal lavoro, in cui suona la fisarmonica con gli altri ragazzini. La vita nel campo è breve, presto la famiglia verrà mandata ad Auschwitz con il convoglio numero 8 del 2 febbraio 1944. Sullo stesso treno c’è  Primo Levi, che in seguito scriverà una lettera al fratello sopravvissuto, Renzo.

Tina si spegnerà poco dopo aver varcato le soglie del campo, spedita direttamente nelle camere della morte.

Per la ricercatrice Gemma Molli, ricostruirne la storia è stato assai complesso. Sembrava quasi che nessun dettaglio su di lei o sulla famiglia volesse farsi trovare, e la loro vita pareva essere sfumata nel tempo, senza familiari in vita da intervistare o a cui chiedere un aiuto nella ricostruzione. Poi un nome: Massimo Bassani, figlio di Renzo. Grazie alla collaborazione con quello che sarebbe, effettivamente, il nipote di Tina, la Molli è riuscita a mettere insieme i pezzi della storia troppo breve della giovane.

Stessa sorte è toccata a Fanny Finzi, che però è arrivata ad Auschwitz con anni e anni di vita alle spalle, anni meravigliosi e pieni di musica e successi, come non è stato per Tina. Grazie agli archivi del Conservatorio veneziano e al lavoro del bibliotecario Paolo Da Col e della studentessa Celeste Sartori, anche la sua storia è stata raccontata.

Studentessa e poi prima insegnate di violino donna del Benedetto Marcello, nasce nel 1868, per iscriversi al liceo musicale a 10 anni, assieme alla sorella maggiore Amelia. Dopo gli studi diventa “maestrina” e poi docente ufficiale nel 1893, segnando una pietra miliare per le donne del conservatorio. La Prima Guerra Mondiale la costringe a trasferirsi a Bologna e poi a Roma, viaggiando con la madre malata. Tornerà nel conservatorio nel dicembre 1918.

Gli anni a seguito del pensionamento non sono documentati, nessuno sa molto, gli archivi del conservatorio si fermano alla fine della sua carriera. Una data segna l’inizio di un nuovo, devastante capitolo: è il 31 maggio 1944. Viene cacciata dalla sua casa per ragioni legate alla sua “razza”, per poi essere arrestata il 13 giugno 1944 e condotta ad Auschwitz, dove morirà il 2 agosto. Come abbiamo già anticipato, aveva 76 anni.

Tina e Fanny. 14 e 76 anni, 62 di differenza. Musica per entrambe, che da qualche parte continua a suonare.

Fonte: Vanity Fair

Serena Baiocco

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