Giovanna Botteri – “Non so cantare però sono uguale a Naomi Campbell, per questo mi hanno chiamato”.“Scherzi a parte io non so fare niente, se non fare il mio lavoro. Quindi credo che mi abbiano chiamato per raccontare di come, dalla Cina, io abbia vissuto l’inizio della pandemia. L’anno scorso, mentre in Italia andava in onda Sanremo, in Cina io ero già in lockdown; a me fa tremare i polsi una serata di gala, quasi più di un servizio sotto un bombardamento. Già sono in pensiero per i miei capelli e per l’abbigliamento. Non aspettatevi il tacco 12 e l’abito lungo, è più facile che salga sul palco in mimetica. O che parli dietro ad un cartonato”.
Questa sera 6 marzo 2021 la giornalista Giovanna Botteri presenzierà al festival di Sanremo, queste le sue considerazioni sulla serata: “Sono iper emozionata, preoccupata, tesissima e stanotte non ho chiuso occhio. Mi hanno detto ‘ma come, le bombe’… l’emozione di Sanremo è quasi peggio delle bombe”. La giornalista avrà il compito, in questa serata finale del Festival “il cui mantra di ricordare come si può vivere e amare anche a distanza.
Giovanna Botteri, vita e carriera
Giovanna Botteri è una giornalista nata a Trieste il 14 giugno 1957; suo padre è il gionalista Guido Botteri, ex direttore della sede Rai Friuli-Venezia Giulia. Fu proprio suo padre a trasmetterle la grande passione per il gionalismo tanto da spingerla a voler diventare gionalista. Dopo la maturità, si è laureata in Filosofia all’Università degli Studi di Trieste. Poi ha conseguito un dottorato in Storia del cinema alla Sorbona di Parigi. Non ha alcun profilo social ed è molto riservata.
Infatti ha sempre cercato di tenere la sua vita privata lontana dai riflettori. Una delle curiosità sulla famosa giornalista, è che indossa sempre lo stesso capo d’abbigliamento come molti avranno notato; un maglioncino nero con scollo a V. Lei stessa ha svelato che in realtà nell’armadio ne ha tantissimi tutti uguali. La reporter ha poi raccontato che attualmente continua a lavorare fino a notte fonda, perchè è abituata ancora al fuso orario italiano.
La carriera come inviata

La Botteri ha iniziato a scrivere articoli per alcuni gionali locali: “Il Piccolo” e “l’Alto Adige” agli inizi degli anni 80 facendosi conoscere pian piano nel mondo del gionalismo. Nel 1985 è sbarcata alla Rai di Trieste, in radio e poi in televisione. Qui ha realizzato uno speciale con Margherita Hack per Rai 3. Poi ha collaborato con Miche Santoro per il programma Samarcanda. Nel corso degli anni è diventata un’inviata di spicco, grazie ai suoi reportages e servizi realizzati in molti Paesi soprattutto in ambienti afflitti dalle guerre. Ha seguito in prima linea da inviata sul campo, accadimenti ed eventi intenazionali anche gravi.
Tra questi, l’inizio della guerra d’indipendenza in Croazia, la guerra in Bosnia e l’assedio a Sarajevo. Ha documentato anche la guerra in Kosovo. Dopo aver seguito il G8 di Genova nel 2001, è stata in Afghanistan fino al rovesciamento del regime talebano. Nell’ottobre del 2002 ha seguito le ispezioni fatte dall’ONU alle prigioni e ha filmato sia l’inizio dei bombardamenti su Baghdad il 20 marzo 2003, sia l’arrivo dei carri armati statunitensi il 9 aprile. Da dicembre 2019 ha dovuto occuparsi dell’emergenza Covid-19. Tanti i premi e riconoscimenti che ha ricevuto. Numerosi quelli come miglior gionalista.
Ilaria Cipolletta
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