Giovanna d’Arco, eroina nazionale francese, venerata come santa dalla Chiesa cattolica. La “Pulzella d’Orléans” nasceva oggi e noi abbiamo deciso di dedicare un focus alla sua storia di donna forte che ha guidato i francesi nella riscossa contro gli inglesi nella guerra dei 100 anni. La storia tra realtà e leggenda di una delle sante più famose e controverse della storia.

Giovanna D’Arco, la sua vita una missione divina

Giovanna d’Arco, pur essendo donna, analfabeta e senza alcuna esperienza militare o nobili natali riuscì a risollevare la Francia, praticamente sconfitta nella guerra contro gli inglesi. Il tutto da giovanissima. Giovanna nasce il 6 gennaio 1412 a Domrémy, in Lorena, da una famiglia di poveri contadini. Il suo vero nome di battesimo era Jeanette, ma si faceva chiamare Jeanne o Jeanne la Pucelle (la pulzella). È piuttosto improbabile che si chiamasse D’Arc o Darc, come il padre, poiché nel suo paese di nascita, era tradizione assegnare ai figli maschi il cognome del padre, e alle femmine quello della madre. Jeanne avrebbe potuto eventualmente chiamarsi Romée.

La tredicenne Giovanna d’Arco inizia a sentire voci. La ragazza affermava che provenivano da messaggeri di Dio, che l’avrebbe scelta per una missione importantissima: salvare la Francia. Espellere i nemici, riportare il delfino Carlo di Valois, legittimo sovrano di Francia, al trono, divenne così la sua missione/ossessione.

“Ero nel tredicesimo anno della mia vita, quando Dio mandò una voce per guidarmi. Dapprima rimasi spaventata: “Sono una povera ragazza che non sa né guerreggiare né filare” risposi. Ma l’angelo mi disse: “Verranno a te Santa Caterina e Santa Margherita. Opera come ti consigliano, perché loro sono mandate per consigliarti e guidarti e tu crederai a quanto esse ti diranno”.

L’assedio di Orléans

Così, nel 1429, forte della sua fede, convinta di essere stata scelta da Dio per salvare la Francia, Giovanna D’Arco, dopo aver percorso 2500 chilometri si presenta alla corte di Carlo VII chiedendo di poter cavalcare alla testa dell’esercito che andava a soccorrere Orléans, stretta d’assedio dall’esercito di Enrico VI. Brandendo uno stendardo bianco, il colore della purezza, come il destriero che cavalcava, Giovanna partì per Orléans con l’esercito che avrebbe dovuto soccorrere la città. Non le venne affidato nessun ruolo di comando, ed il suo ruolo fu inizialmente simbolico. Il Delfino puntava a sfruttare la forte presa che la ragazza aveva sul popolo e sui soldati.

Tra maggio e luglio Giovanna e l’esercito francese rompono l’assedio di Orléans, liberano la città e sconfiggono i nemici. Il 7 luglio 1429, Carlo VII viene finalmente consacrato re. Alla grande vittoria purtroppo il sovrano, incerto ed esitante, non fa seguire un’azione militare risolutiva e Giovanna D’Arco viene lasciata sola. Giovanna però non si arrende. Nella primavera del 1430 vuole marciare su Compiègne per difenderla dagli anglo-borgognoni. Durante una ricognizione cade in un’imboscata subendo l’umiliazione di essere catturata e consegnata a Giovanni di Lussemburgo, che la cede a sua volta come bottino di guerra agli Inglesi. Carlo VII non tenta neppure di liberarla.

La prigionia e il rogo, la Pulzella diventa Santa

Comincia allora il martirio del carcere e l’onta dei processi. Portata a Rouen, davanti a un tribunale di ecclesiastici, nel 1431 viene incolpata di eresia ed empietà, false accuse che tendevano a celare il significato politico della sua condanna. A questo punto Giovanna d’Arco viene processata. Contro di lei c’erano ben 70 capi d’accusa, tra spiccavano l’eresia, la stregoneria, e persino l’essersi vestita da uomo, al tempo un reato accostabile all’eresia.

Nel maggio del 1431, dopo un anno di prigionia e sotto minaccia di morte, Giovanna si dichiara colpevole, firmando una confessione in cui negava di aver comunicato con la divinità. Alcuni giorni dopo, tuttavia, Giovanna si veste nuovamente da uomo. Dal momento che per la pena capitale occorreva che l’eresia fosse ripetuta, stavolta le autorità la condannarono a morte. La mattina del 30 maggio, all’età di 19 anni, nella piazza del mercato di Rouen, la giovanissima “Pulzella d’Orléans”  viene pubblicamente bruciata su una pira. 

Diciannove anni dopo, quando Carlo VII rioccupa Rouen, Giovanna viene riabilitata. Canonizzata nel 1920, viene esaltata come simbolo di fede, di eroismo e di amore patriottico. Nonostante venga ricordata e spesso rappresentata come una combattente coraggiosa, Giovanna non prese mai parte a uno scontro armato, e non uccise nessun rivale. Il suo ruolo era simile a quello di una “musa”, una figura a cui i soldati guardavano per trarre ispirazione. Nonostante si tenesse lontana dal fronte, venne ferita almeno due volte. È difficile dire dove finisca la realtà e dove inizi la leggenda. Quel che è certo è che Giovanna d’Arco, che visse una vita piuttosto intensa quanto breve, incarna i tipici valori medievali di coraggio, onore e fedeltà alla propria patria.

Ilaria Festa

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