Cultura

Giovanni Verga, il padre del Verismo

Il 2 Settembre 1840 nacque a Catania Giovanni Carmelo Verga di Fontanabianca. Egli fu uno scrittore italiano noto per essere il maggiore esponente del Verismo, una corrente letteraria derivante dal Naturalismo; il suo obiettivo era quello di fotografare la realtà sociale, politica ed economica senza omettere gli aspetti più negativi. Due delle sue opere più importanti furono: “I malavoglia” e “Rosso Malpelo”.

Giovanni Verga, il padre del Verismo: vita e pensiero

“Il mare non ha paese nemmeno lui ed è di tutti quelli che lo stanno ad ascoltare di qua e di là dove nasce e muore il sole”.

Giovanni Verga

Verga si avvicinò al Verismo a causa della opposizione alla frivolezza degli ambienti mondani. Il ritorno alle radici, l’attenzione alla questione meridionale furono gli elementi che lo contraddistinsero. La sua prima opera “verista” però non fu scritta prima degli anni Settanta del XIX° secolo. Nel 1858 si iscrisse all’Università di Catania presso la facoltà di legge, ma la abbandonò per dedicarsi alla letteratura. Dieci anni dopo circa si trasferì nell’allora capitale d’Italia, Firenze. Nel 1872 andò a Milano e ci rimase per circa venti anni. Nel 1874, con la pubblicazione della novella Nedda, si “convertì” al Verismo.

La sua era una scrittura oggettiva, impersonale e priva di sentimenti. Il suo scopo era quello di immedesimarsi completamente nei suoi personaggi, guardarli da una certa distanza e raccontarli nella maniera più vera possibile. Tale tecnica è chiamata “regressione dell’autore”; si tratta della messa da parte dello scrittore con il fine di descrivere meglio i fatti, estraniandoli così dalle proprie considerazioni personali.

La modernità, per Verga, è un fiume in piena. Chi riesce ad adattarsi tempestivamente al cambiamento continua a vivere normalmente, chi invece non si adatta alle leggi del progresso diviene vittima della modernità (i “vinti”). Nel 1881 pubblicò i “Malavoglia” e nel 1884 incontrò durante un viaggio a Parigi gli esponenti del Naturalismo francese: Emile Zola e Edmond de Goncourt. Nel 1890 tornò definitivamente nella sua Catania dove si spense nel 1922.

“Quando gli dissero che era tempo di lasciare la sua roba, per pensare all’anima, uscì nel cortile come un pazzo, barcollando, e andava ammazzando a colpi di bastone le sue anitre e i suoi tacchini, e strillava: ‘Roba mia, vientene con me!’.”

Giovanni Verga

Giusy Celeste

Giusy Celeste

Giusy Celeste è una intellettuale italiana. Ha due lauree (una italiana e una americana) e due master. Ha pubblicato 11 libri e vinto numerosi premi. Collaborazioni celebri segnalate con: Elisabetta Franchi e Alessandro Quasimodo, figlio del premio Nobel Salvatore Quasimodo. Per ulteriori informazioni questo è il suo sito: https://giusy-celeste-1.jimdosite.com/
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