“Gli invisibili”: Richard Gere è un vagabondo

Gli invisibili” è un film indipendente uscito nelle sale nel 2014 e diretto da Oren Moverman, regista e produttore israeliano. Moverman ha diretto anche “Oltre le Regole-The Messenger” nel 2000, vincendo l’Orso d’Argento per miglior sceneggiatura. “Gli invisibili è stato presentato durante il Toronto International Film Festival, inoltre al Giffoni Film Festival. E’ rimasto purtroppo un film autonomo distribuito in modo limitato da Lucky Red, solo nel 2016. Il protagonista della storia che sembra quasi un docufilm, è il divo di “Autumn in New YorkRichard Gere.

Gli invisibili
L’attore Richard Gere nei panni del senza tetto George in “Time Out of Mind”-photo credits: web

“Gli Invisibili”: La storia di George

George è un uomo solo, ha perso la moglie e con lei anche il desiderio e la volontà di continuare la sua vita quotidiana. C’è un momento esatto nella vita in cui, che ci sia un motivo o meno, una voce dentro di noi decide di arrendersi e in qualche modo di ribellarsi alla vita. Questo è un po’ quello che accade al protagonista de “Gli Invisibili”. George trascorre le sue giornate per le strade di New York, senza sapere dove esattamente stia andando. E’ dipendente dall’alcol e le sue giornate passano così tra le vie della grande mela.

Una scena del film “Gli Invisibili”- Time out of Mind-photo credits: web

Come se non bastasse le possibilità di trovare un alloggio in cui ripararsi dalla vita da vagabondo, falliscono, così George tenta l’ultima carta e trova ausilio presso il Bellevue Hospital. Si tratta di uno dei più grandi centri di accoglienza di Manhattan. Proprio durante il suo soggiorno presso il Bellevue Hospital, l’uomo troverà una nuova amicizia che gli permetterà di vivere un riscatto sociale e psicologico.

Gli invisibili
Richard Gere nei panni del vagabondo George-photo credits: web

George conoscerà infatti Dix un ospite anche lui del centro ospedaliero, che lo aiuterà a trovare nuove ispirazioni e nuovi stimoli per la sua vita. Ricominciare da dove tutto ha avuto una fine sarà il consiglio più importante per George. In particolare ricominciare dove ancora c’è qualcosa di prezioso: il rapporto con una figlia allontanata dalla sua vita da molti anni ormai.

Un film su cui riflettere

«È la storia di una di quelle persone delle quali di solito nessuno si accorge, il tipo sulla strada che chiede l’elemosina 

La vita è fatta di cose buone e cose che nella maggior parte dei casi, “mettono pensiero”. Moltiplicando questi ingredienti salienti nella routine di una grande città come Ny, è facile perdersi e perdere di vista gli invisibili, quelle persone che per un motivo o per un altro, finiscono in una vita particolare, fatta di freddo, fame, malanni e vita da strada a 360°.

lo spot ufficiale

La storia di George è quella di molti uomini e donne che diventano cosi protagonisti di se stessi lontani dalla vista degli altri e in un mondo parallelo fatto di difficoltà continue e mancanza di tenacia. Interessante quindi la volontà di Morevan di mostrare il volto duro di una città americana così grande e dispersiva nella quale uomini senza tetto non riescono più così facilmente a ritrovare se stessi. Non dimenticarli sembra il messaggio che il regista cerca di evocare attraverso luci soffuse, e lo sguardo di Richard Gere che si è ben prestato nell’interpretazione ed ha anzi portato avanti il consiglio attraverso diverse campagne.

Tra queste nel 2016 l’attore si è prestato in diversi spot di propaganda socio-culturale, tra cui la #HomelessZero. Richard ha denunciato lo stato sociale in cui i senza tetto vivono, portando avanti anche i numeri che caratterizzano il nostro paese, circa 50.000 persone in Italia sono vagabondi e vivere per strada non è una loro scelta. Mangiano alle mense, dormono nei dormitori, il cartone è l’unico scudo per dormire al riparo dal clima. Non hai identità, hai smarrito te stesso, hai paura ma sei esausto. E’ la casa il posto che dona libertà e identità.

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Silvia Pompi

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