Il dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha dichiarato di aver sanzionato cinque cittadini europei, negando loro il visto per entrare nel Paese. Tra questi, c’è anche l’ex commissario europeo per il Mercato interno e i Servizi, Thierry Breton. Come gli altri, è accusato di voler limitare la libertà di pensiero, cercando di arginare la disinformazione degli utenti delle grandi piattaforme tecnologiche. Per il governo, questo danneggerebbe gli interessi degli USA.
Ad aver portato a questa decisione è il Digital Services Act (DSA), la legge europea riguardante la sicurezza e la trasparenza dei servizi digitali, in vigore da agosto del 2023. Il suo obiettivo è ridurre la diffusione di fake news sui social media, imponendo alle grandi aziende di rimuovere contenuti pericolosi o falsi. La legge prevede pene molto importanti, fino al 6% del fatturato annuale degli inadempienti.
Non solo Thierry Breton: chi sono le persone sanzionate dagli Stati Uniti
Il segretario di Stato degli Stati Uniti Marco Rubio ha fatto sapere che le persone sanzionate avrebbero voluto «costringere le piattaforme americane a censurare, demonetizzare e sopprimere i punti di vista americani a cui si oppongono». Inizialmente i nomi dei cittadini coinvolti non erano stati resi noti, ma poi la sottosegretaria per la diplomazia pubblica, Sarah Rogers, ha deciso di comunicarli. Oltre a Breton, co sono quattro responsabili di ONG e organizzazioni impegnate nella lotta alla disinformazione. Si tratta di Anna-Lena von Hodenberg e Josephine Ballon della ong tedesca HateAid; Imran Ahmed del Center for Countering Digital Hate e Clare Melford, a capo del Global Disinformation Index, con sede nel Regno Unito.
Federica Checchia





