Gli Stati Uniti hanno effettuato, mercoledì 7 gennaio, un’operazione militare che ha portato al sequestro di una petroliera battente bandiere russa nell’Atlantico settentrionale. Si tratta della nave “Marinera”, in precedenza nota come “Bella 1”.

La conferma è arrivata anche dalla segretaria per la Sicurezza Interna statunitense, Kristi Noem, che su X ha annunciato: “In due operazioni prima dell’alba, la Guardia Costiera ha effettuato un doppio abbordaggio meticolosamente coordinato di due petroliere della ‘flotta fantasma’, una nel Mare del Nord Atlantico e una in acque internazionali vicino ai Caraibi. Entrambe le navi, la Motor Tanker Bella I e la Motor Tanker Sophia, erano attraccate in Venezuela o in rotta verso di essa. Sotto la guida coraggiosa e visionaria del presidente Trump, le squadre tattiche della Guardia costiera statunitense hanno collaborato a stretto contatto con le controparti dei dipartimenti della Guerra, della Giustizia e dello Stato”. Ha poi aggiunto che “la Motor Tanker Bella I ha cercato di eludere la Guardia Costiera per settimane, arrivando persino a cambiare bandiera e a dipingere un nuovo nome sullo scafo mentre veniva inseguita, in un disperato e fallito tentativo di sfuggire alla giustizia. L’eroico equipaggio della USCGC Munro ha inseguito questa nave in alto mare e attraverso tempeste insidiose, mantenendo una diligente vigilanza e proteggendo il nostro Paese con la determinazione e il patriottismo che rendono orgogliosi gli americani”. Il segretario di Stato, Marco Rubio, ha poi precisato che il governo venezuelano sta collaborando sulla vicenda delle due petroliere sequestrate: vogliono che il carico di petrolio a bordo “faccia parte dell’accordo”, ha detto.

La nave farebbe parte della “flotta ombra” che trasporta petrolio eludendo le sanzioni degli Stati Uniti

Secondo le autorità americane l’imbarcazione avrebbe “violato le sanzioni statunitensi”, e per questo è stata “sequestrata in base a un mandato emesso da un tribunale federale statunitense”.

La petroliera, che era priva di carico, era ormai da settimane nel mirino dell’esercito di Washington. A dicembre c’era stato già un tentativo di abbordaggio non andato a buon fine da parte della Guardia Costiera statunitense: la nave farebbe parte della “flotta ombra” che trasporta petrolio tra Paesi come Venezuela, Russia e Iran, eludendo i blocchi imposti dagli stessi Usa.

Il Ministero degli Esteri russo ha affermato che la nave si trovava in acque internazionali e che opera in conformità con il diritto marittimo internazionale. Ha inoltre invitato i Paesi occidentali a rispettare il diritto dell’imbarcazione alla libertà di navigazione, e ha criticato con forza l’uso della forza da parte delle autorità americane.

“Per ragioni che non ci sono chiare, la nave russa sta ricevendo grande attenzione da parte delle forze armate degli Stati Uniti e della Nato, attenzione che è chiaramente sproporzionata rispetto al suo status pacifico”, ha aggiunto il ministero.

Proprio dopo l’avvio dell’inseguimento da parte della Guardia Costiera statunitense, la nave ha cambiato la registrazione, passando appunto sotto bandiera russa (da quella della Guyana), nonché il nome, assumendo quello di Marinera. Lo stesso equipaggio avrebbe dipinto una bandiera russa sullo scafo nei giorni scorsi.