Gli studenti provenienti da diverse università in Iran si sono riuniti per indire proteste antigovernative. Quanto sta accadendo nelle ultime ore è il primo raduno di una portata significativa a seguito della sanguinosa repressione attuata dalle autorità il mese scorso. Tutta la mobilitazione a cui stiamo assistendo è volta a rendere omaggio alle migliaia di persone uccise durante le proteste di massa avvenute a gennaio.
In Iran le proteste antigovernative continuano (ma pacificamente)
I filmati della protesta diffusi sul web mostrano centinaia di manifestati, molti dei quali con la bandiera iraniana sollevate a mezz’aria, intenti a marciare pacificamente. La folla, situata nel campus della Sharif University, ha iniziato a intonare il coro “morte al dittatore“, seguito da altri slogan antigovernativi. Nel video, come affermato dalla BBC, è visibile un raduno rivale pro-governativo. La vicinanza di questi due schieramenti ha portato, come è visibile da altre foto, a uno scontro tra i due. La BBC, inoltre, ha verificato ulteriori filmati provenienti dall’ateneo di Teheran, l’Amir Kabir University of Technology. Anche in questa località è possibile udire cori contro il governo. A Mashhad, invece, gli studenti locali avrebbero scandito: “Libertà, libertà” e “Studenti, gridate, gridate per i vostri diritti”.
Le proteste giungono in un momento carico di tensione, quando le autorità iraniane si preparano a un possibile conflitto con gli Stati Uniti. L’attuale opposizione in esilio chiede al presidente Trump di concretizzare le sue minacce, sperando in un crollo repentino dell’attuale governo. Nonostante ciò, altri gruppi di opposizione rifiutano un intervento esterno. Pare che entrambe le parti siano impegnate in campagne di disinformazione, affinché entrambe possano imporre la propria narrazione degli eventi.
Stefania Cirillo





