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Gloria Guida sul marito Johnny Dorelli: “Non è stato un colpo di fulmine, non mi piaceva”

Nel 1972 ci fu il primo incontro tra Gloria Guida e il suo futuro marito Johnny Dorelli, ma non fu subito colpo di fulmine, almeno per lei. Anzi, Johnny “inizialmente mi stava un po’ antipatico, mi sembrava un po’ presuntuosetto…”. Poi, tra di loro è esploso l’amore dopo lo spettacolo al Sistina “Accendiamo la lampada”, una commedia musicale datata 1979. Negli anni a venire, Dorelli ha reso madre Gloria Guida: “All’inizio era un padre poco presente per via del lavoro, ma è stato ed è un genitore molto rigoroso e molto tosto sotto certi versi. Devo dire che ha avuto ragione lui, perché tutto questo negli anni è stato importante”.

Gloria Guida sul marito Johnny Dorelli: "Non è stato un colpo di fulmine, non mi piaceva"

Ancora negli studi televisivi di “Dedicato”, Gloria Guida ha commentato la decisione maturata dopo la gravidanza di allontanarsi dalle scene per crescere Guendalina“Quando è arrivata mia figlia ho scelto di dedicarmi completamente a lei, poi col tempo mi sono rimproverata un po’, perché avrei potuto forse giostrare diversamente le cose, anche se, come ho detto, non era semplice, in quanto Johnny era sempre via per lavoro”.

Infine, un commosso e sentito ricordo di Armando Trovajoli (all’anagrafe Armando Trovaioli, ndr), scomparso alla fine del febbraio 2013. “Per me è stato un grande maestro – ha evidenziato Gloria Guida –. Mi dava lezioni di canto quando dovevo cominciare la commedia musicale. Lui era molto duro, però devo dire che con me è sempre stato molto carino, molto complimentoso. Probabilmente ciò che lui si era prefissato andava bene”.

 un segreto: parlare tanto, confrontarsi. “Ci ha tenuto insieme il dialogo. Nei momenti di difficoltà, siamo sempre rimasti uniti, parlando, chiarendoci. Mi fa rabbia vedere i giovani che si separano subito, che non hanno voglia di lottare”. Poi Gloria Guida ha ricordato il momento più emozionante di sempre, la nascita della loro figlia Guendalina. 

“Lui era un uomo che piaceva, faceva tournée sei mesi all’anno, io mi trovavo a casa con la bambina e il papà che si vedeva solo il lunedì, quando i teatri sono chiusi. Restare uniti è stato complicato, ma ho sempre saputo che amava solo me”. Entrambi, in realtà, hanno sospettato della loro reciproca infedeltà, in un rapporto fatto come tutti di momenti indimenticabili sì, ma anche di discussioni. Ma forse, il segreto di un amore lungo sta proprio in quello. Come diceva il proverbio? L’amore non è bello…se non è litigarello! 

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