Dopo aver raccontato le vicissitudini dei golf club aperti nonostante il Coronavirus a San Antonio (Texas), in Florida si delinea una situazione paradossale per quanto riguarda i circoli di golf.

Golf Club e Coronavirus: la situazione della Florida

I vari governi locali del Florida del Sud hanno chiuso i rispettivi golf club nelle zone “Miami-Hade”, “Broward” e “Palm Beach”. Questa chiusura ha portato diversi giocatori a spostarsi nella “Martin County” (nella Florida del Nord), migrazione improvvisa che ha obbligato i golf club della zona ad attrezzarsi ancor di più per rispettare le norme igieniche e di distanza sociale previste dai vari decreti. Difatti su un golf cart può salire una sola persona ed è anche necessario dilazionare i tee-time per non incorrere in nessun rischio, misure non sostenibili che hanno portato a soluzioni drastiche. Il Palm Cove Golf Club ha permesso solo ai residenti nelle zone limitrofe di accedere al circolo. L’Eastwood Golf Course ha invece calato la serranda per poter prestare i suoi golf cart al Fort Myers Country Club, così da farlo rimanere aperto nonostante le centinaia di richieste giornaliere da declinare per giocare un “9 buche”.

Fort Myers Country Club in Fort Myers, Florida, USA | Golf Advisor
Fort Myers Golf Club. Photo Credits: Golfadvisor.com

Come riportato da “Golfadvisor” si è notato che solo il 37.1% dei golf club statunitensi ha effettivamente cessato la sua attività, a seconda delle ordinanze (fin troppo) locali che possono causare problematiche simili a quelle che si stanno profilando in Florida. Una differenza in un singolo Stato può portare a conseguenze e vantaggi/penalizzazioni economiche non indifferenti, perchè a prescindere dalla scelta fatta ciò che pare indispensabile è l’unità d’intenti su un territorio ristretto.

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