Il significato del doodle di Google di oggi, domenica 27 giugno 2021, è legato all‘ l’80° compleanno del regista e sceneggiatore polacco di fama internazionale Krzysztof Kieślowski, ampiamente considerato uno dei registi più influenti del cinema d’essai al mondo.
Google, il doodle di oggi dedicato a Krzysztof Kieślowski
Nato a Varsavia, in Polonia, in questo giorno del 1941, Kieślowski ha sviluppato l’amore per la narrazione attraverso una passione infantile per la letteratura. Ha perseguito la sua ossessione per le arti narrative presso la stimata Lódz Film School, dove il suo primo lungometraggio originale è arrivato sotto forma di un breve dramma muto nel 1966. Nei suoi primi film, come il suo documentario del 1971 su uno sciopero del lavoro in un cantiere navale intitolato ” Workers ’71”, Kieślowski ha esplorato le complessità ei dilemmi morali della vita quotidiana attraverso rappresentazioni schiette della Polonia contemporanea.
Kieślowski è andato oltre il formato documentario nel suo lungometraggio del 1975 “Personnel”, il primo di molti lavori cinematografici di finzione. Non è stato fino all’uscita del 1988 di “The Decalogue” – dieci episodi televisivi di un’ora che hanno seguito i residenti di un complesso residenziale di Varsavia – che il lavoro di Kieślowski ha guadagnato fama internazionale. Le sue esplorazioni filosofiche tipiche hanno raggiunto il culmine nella trilogia “Tre colori” del 1993-94, ognuna una riflessione sugli ideali della Rivoluzione francese, che comprendeva i suoi film finali.
Il suo cinema va alla sostanza e si fonda sull’assenza di effetti speciali o spettacolari. Scarni dialoghi e sceneggiature che puntano alla riflessione. Stimato da tutti, era molto ammirato anche dal grande regista Stanley Kubrick che di lui disse:
“Sono sempre restìo a sottolineare una caratteristica specifica del lavoro di un grande regista, perché ciò tende inevitabilmente a semplificarne e sminuirne il lavoro. Ma riguardo a questa sceneggiatura (Decalogo N.d.R.), di Krzysztof Kieślowski e del suo coautore, Krzysztof Piesiewicz, non dovrebbe essere fuori luogo osservare che essi hanno la rarissima capacità di drammatizzare le loro idee piuttosto che raccontarle solamente. Esemplificando i concetti attraverso l’azione drammatica della storia essi acquisiscono il potere aggiuntivo di permettere al pubblico di scoprire quello che sta realmente accadendo piuttosto che semplicemente raccontarglielo. Lo fanno con tale abbagliante abilità, che non riesci a percepire il sopraggiungere dei concetti narrativi e a materializzarli prima che questi non abbiano già raggiunto da tempo il profondo del tuo cuore”.
Dargli un’etichetta è difficile perchè il suo stile e le sue opere vanno al di là di un modello. Ma nel 1988 con “The Decalogue” – dieci episodi televisivi di un’ora che seguono gli abitanti di un complesso residenziale di Varsavia – raggiunge l’apice della fama internazionale. E i riconoscimenti non mancarono: spiccano tre nomination agli Oscar, tra cui quella per la miglior regia nel 1994 per “Tre colori: Rosso”.
Krzysztof Kieślowski morì in seguito a un attacco di cuore il 13 marzo 1996 durante un’operazione e fu seppellito nel cimitero Powązki di Varsavia.





