Tutto sarebbe nato da una ricetta per dei sali da bagno mostrata da Meghan in un episodio della serie With Love, Meghan, andato in onda su Netflix. Robin Patrick, una donna del Maryland, oggi minaccia una causa legale a Meghan Markle.

Robin Patrick ha raccontato di aver seguito passo dopo passo la preparazione suggerita dalla Markle: sale Epsom, sale rosa dell’Himalaya, olio di arnica e olio essenziale di lavanda. Nessuna indicazione precisa sulle dosi, solo un generico invito a versare “Un bel po’” di sale, senza alcun tipo di avvertimento sui possibili effetti collaterali.

La prima accusa che quindi le viene rivolta, infatti, è che nell’episodio andato in onda lo scorso marzo, la ricetta verrebbe eseguita in modo piuttosto sommario, senza dare indicazioni precise sulle quantità e senza misurare gli ingredienti, palando di “un po’ di sale”. Non solo, in base alle accuse formulate dal legale della vittima dei sali di Meghan, non ci sarebbero state sufficienti indicazioni anche rispetto alle controindicazioni e ai rischi connessi con l’utilizzo del prodotto.

Questo ha apparentemente portato ad un risultato agghiacciante: lesioni cutanee, ulcere, dolore cronico e una battaglia legale pronta a esplodere:” Quando l’acqua ha raggiunto le gambe e i glutei ho sentito subito un bruciore insopportabile”, ha raccontato la donna ai media. Ha tentato di uscire subito dalla vasca, ma ormai la pelle era già compromessa. Da allora, Robin sostiene di aver sviluppato vesciche e ferite che si rigenerano ogni giorno. Essendo diabetica e con un sistema immunitario debole, teme complicazioni ancora più serie. Per questo ha inviato una lettera legale a Meghan, alla Archwell Productions e a Netflix, chiedendo un risarcimento complessivo da 10 milioni di dollari, di cui almeno 75.000 per le spese mediche.

Il team legale della Duchessa ha respinto fermamente le accuse in una lettera formale del 22 aprile: “È noto che l’utilizzo dei sali di Epsom è controindicato per i diabetici se non espressamente autorizzato da un medico. Non era prevedibile che la signora avrebbe ignorato le avvertenze presenti sulla confezione del prodotto”. L’avvocato sottolinea che “un dovere di diligenza presuppone un danno ‘prevedibile'” e che in questo caso non sussisterebbero gli estremi per una richiesta di risarcimento contro i responsabili del programma televisivo.