Il capo negoziatore di Hamas Khalil al Hayya, attualmente in esilio in Egitto, ha confermato l’uccisione di Raed Saad, il secondo in comando delle brigate al Qassam, il corpo armato dell’organizzazione. A dare la notizia della sua morte, sabato, era stato l’esercito israeliano. Secondo le prime indiscrezioni, l’uomo sarebbe stato colpito nel corso di un attacco con un drone, mentre si trovava a bordo di un’auto nella città di Gaza. Nel raid hanno perso la vita altre quattro persone e ieri si sono tenuti i funerali del militare e degli altri membri dell’organizzazione uccisi. Hamas ha fatto sapere di aver già trovato chi lo sostituirà, ma non ha fornito ulteriori dettagli.
Israele riteneva che Saad fosse tra gli organizzatori degli attacchi del 7 ottobre 2023. Il governo Netanyahu, inoltre, sosteneva che, negli ultimi tempi, fosse diventato responsabile dell’approvvigionamento di armi. L’IDF aveva provato a ucciderlo già altre volte in passato, l’ultima nel giugno 2024, quando era riuscito a fuggire poco prima dell’arrivo dei militari.
Il comunicato dell’IDF che annunciava la morte di Raed Saad
Questo il comunicato ufficiale dell’esercito israeliano: «ELIMINATO: Ra’ad Sa’ad, Capo del Quartier Generale di Produzione di Armi dell’Ala Militare di Hamas e uno degli artefici del brutale massacro del 7 ottobre.
Sa’ad era uno degli ultimi veterani rimasti nella Striscia di Gaza e uno stretto collaboratore di Marwan Issa, il vice capo dell’ala militare di Hamas. Ha ricoperto diverse posizioni di rilievo ed è stato una figura centrale all’interno della leadership militare dell’organizzazione.
È stato responsabile della morte di molti soldati a causa di ordigni esplosivi prodotti dalle unità di produzione di armi di Hamas durante la guerra.
Negli ultimi mesi, Sa’ad ha svolto un ruolo di primo piano nell’ala militare di Hamas, incluso il coinvolgimento diretto nella violazione dell’accordo di cessate il fuoco. Ha inoltre supervisionato la continua produzione di armi nella Striscia di Gaza durante il periodo di cessate il fuoco.
La sua eliminazione compromette significativamente la capacità di Hamas di ristabilire le proprie capacità».
Federica Checchia





